Piazza Affari negativa e spread in risalita. FTSE MIB -3,15%.

Mercati azionari europei in netto ribasso. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -3,2%, NASDAQ Composite -3,2%, Dow Jones Industrial -3,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -3,15%, il FTSE Italia All-Share a -2,89%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,13%, il FTSE Italia STAR a -0,87%.

*BTP stabili, sale lo spread. *Il rendimento del decennale segna 1,34% (chiusura precedente a 1,35%), lo spread sul Bund 183 bp (da 171) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) finale marzo a 89,1 punti da 95,9 (atteso 90); inflazione PCE febbraio +0,2% m/m da +0,2% m/m, (atteso +0,2%); spese personali febbraio +0,2% m/m da +0,2% (atteso +0,2%), consumi personali +0,1% m/m da +0,1% (atteso +0,1%). In Italia: a marzo indice fiducia dei consumatori a 101,0 punti da 110,9; indice fiducia imprese a 81,7 punti da 97,8.

Massicce vendite sui bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna -4,79%, l'EURO STOXX Banks -6,2%. A Milano Mediobanca -6,15%, FinecoBank -6,45%, UniCredit -5,34%. Ieri il premier Giuseppe Conte al Consiglio Europeo chiamato a decidere su strumenti comuni europei di contrasto alla pandemia ha rifiutato di firmare la bozza delle conclusioni proposta e ha dato 10 giorni ai 5 presidenti per presentare una nuova proposta, affermando che serve una risposta congiunta e comune a questo shock simmetrico. Conte ha specificato di ritenere ancora che ogni Paese debba rispondere del proprio debito, ma anche che: "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato, allora voglio dirlo chiaramente: non disturbatevi, l'Italia non ne ha bisogno".

Brusca flessione per Buzzi Unicem -8,72% a 15,86 euro. Morgan Stanley ha confermato la raccomandazione underweight sul titolo e ridotto il target da 22 a 15 euro.

Nexi -7,46% a 11,2660 euro. HSBC ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a hold, target confermato a 13 euro.

Azimut -6,65% a 12,9150 euro. Fitch Ratings ieri pomeriggio ha posto i rating di Azimut Holding SpA in "Rating Watch Negative", ovvero sotto osservazione per una possibile revisione al ribasso. Attualmente il rating Long-Term Issuer Default di Azimut è pari a BBB-. Da inizio settimana il titolo è giunto a guadagnare oltre il 30% (sui massimi di ieri a 13,98 euro).

Male i petroliferi, greggio sui minimi dal 2002-2003. I future maggio segnano per il Brent 24,55 $/barile, per il WTI 21,50 $/barile. Eni -5,67%, Saipem -4,94%, Tenaris -1,97%.

Pesante flessione per Fincantieri -9,00%: pur avendo posto in essere tutte le azioni necessarie per la messa in sicurezza dei propri dipendenti, ha deciso di proseguire, a far data dal 30 marzo, la sospensione dell'attività lavorativa degli stabilimenti e delle sedi, sia nel settore Cruise che in quello Militare fino al 3 aprile.

Autogrill -1,34% chiude in rosso invertendo la rotta dopo un ottimo avvio. Il titolo aveva inizialmente beneficiato delle indiscrezioni di Reuters: secondo una fonte il gruppo attivo nella ristorazione per chi viaggia ha avviato trattative con aeroporti, concessionari autostradali e altri proprietari di immobili in tutto il mondo per ridurre o parametrare ai ricavi i canoni di affitto dei punti vendita. Alla fine della prima settimana di marzo 2020 l'impatto negativo generato dal COVID-19 sui ricavi di Gruppo è stato stimato dal management in circa 25-30 milioni di euro.

Molto bene Hera +2,55% che mercoledì ha comunicato risultati 2019 in crescita: ricavi a 7.443,6 milioni di euro (+12,3%), utile netto a 402,0 milioni di euro (+35,5%).

Mediaset +0,89% positiva in scia a ProSiebenSat.1 Media +2,5%. I due titoli hanno accelerato al rialzo (per poi limare i guadagni) dopo le dimissioni di Max Conze, CEO del gruppo tedesco contrario all'integrazione con Cologno Monzese. A inizio settimana Mediaset aveva annunciato l'acquisizione (tramite la controllata Mediaset España Comunicacion S.A.) del 4,25% di ProSiebenSat.1 Media, portandola quota del Gruppo Mediaset al 20,1% dei diritti di voto (escludendo le azioni proprie) di ProSiebenSat.1 Media.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)