Piazza Affari negativa ma migliore in Europa. Spread in calo dal picco della mattinata. FTSE MIB -1,1%.

Il FTSE MIB segna -1,1%, il FTSE Italia All-Share -1,2%, il FTSE Italia Mid Cap -1,5%, il FTSE Italia STAR -1,6%.

BTP e spread decisamente deboli ma in recupero dai livelli di inizio mattinata. Il rendimento del decennale segna 2,69% (chiusura precedente a 2,32%, massimo stamattina a 3,05%), lo spread sul Bund 298 bp (da 277, massimo a 330) (dati MTS).

Mercati azionari europei negativi: Euro Stoxx 50 -4,4%, FTSE 100 -3,5%, DAX -4,5%, CAC 40 -5,0%, IBEX 35 -3,9%.

Circa mezz'ora dopo l'apertura di Wall Street (fino al 30 marzo avvio contrattazioni anticipato alle 14:30): S&P 500 -4,2%, NASDAQ Composite -3,4%, Dow Jones Industrial -4,7%.

FCA -8,6% in netto ribasso. Gianluca Ficco, segretario nazionale del sindacato dei metalmeccanici UILM, ha dichiarato che la casa automobilistica ha fermato la produzione presso lo stabilimento di Atessa in Abruzzo a causa dell'interruzione delle forniture di componenti. Un portavoce di FCA ha confermato e indicato lunedì prossimo come data per la ripresa. Il gruppo aveva riattivato la produzione ad Atessa appena ieri. Il titolo FCA è sotto pressione da inizio settimana a causa delle voci sul probabile rinvio dell'integrazione con PSA (attualmente fissata per fine 2020) a causa dell'emergenza coronavirus. Inoltre i dati ACEA sulle immatricolazioni di auto nell'Unione Europea a febbraio segnano un -7,4% a/a (-7,0% per FCA). Si segnala infine che GM, Ford e FCA hanno raggiunto ieri un accordo con il sindacato americano United Auto Workers per ridurre la produzione negli stabilimenti statunitensi e limitare il numero di lavoratori presenti contemporaneamente nelle fabbriche.

Netto calo anche per Nexi (asta di volatilità, teorico -9,10%, ultimo prezzo 8,6790 euro): Equita ha confermato la raccomandazione hold sul titolo ma ha ridotto il target a 13 euro. Gli analisti stimano che la crescita organica dei ricavi del gruppo nel 2020 si attesterà al 4%, ben al di sotto del +7% della guidance pre-coronavirus

Vendite diffuse sugli industriali: CNH Industrial -9,9%, Leonardo -9,1%, STM -6,0%.

In controtendenza e molto volatile Prysmian, +3,6% a 16,36 euro, che parte in rosso, poi accelera fino a +10% circa e quindi azzera i guadagni e infine riaccelera. Due giorni fa il gruppo leader nella produzione di cavi per l'energia ha comunicato che tutti gli uffici e stabilimenti nel mondo sono operativi, compresi quelli siti in Lombardia. Tutte le iniziative volte a prevenire e minimizzare gli effetti della diffusione del coronavirus (smart working, misure igieniche e di sanificazione degli ambienti di lavoro) si sono dimostrate efficaci finora, si legge nel comunicato del 16 marzo. Ieri Prysmian ha toccato a 13,0950 euro il minimo da ottobre 2014.

Bancari in ribasso: l'indice FTSE Italia Banche segna -2,4%, l'EURO STOXX Banks -5,1%. A Milano Mediobanca -6,1% e Intesa Sanpaolo -4,1% sotto pressione.

Telecom Italia +6,6% estende il rimbalzo di ieri (+11,27%) in sintonia con il settore europeo (indice EURO STOXX Telecommunications +0,6%, ieri +11,2% circa). I titoli del comparto approfittano della forte crescita del traffico sulla linea fissa, probabile effetto dell'emergenza coronavirus e del conseguente incremento dello smart working. E' verosimile ritenere che questa tendenza si sia consolidata o addirittura incrementata negli ultimi giorni e che questi sviluppi vengano confermati anche nell'immediato futuro.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 15:30 scorte settimanali petrolio (EIA).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)