Piazza Affari negativa. Atlantia sotto pressione. Alle 17:30 firma accordo USA-Cina. FTSE MIB -0,67%.

Il FTSE MIB segna -0,67%, il FTSE Italia All-Share -0,62%, il FTSE Italia Mid Cap -0,27%, il FTSE Italia STAR +0,28%.

BTP poco mossi, sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,37% (chiusura precedente a 1,38%), lo spread sul Bund segna 158 bp (da 155) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,3%, FTSE 100 +0,0%, DAX -0,3%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,4%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i principali indici USA sono sotto la parità: S&P 500 -0,2%, Nasdaq 100 -0,1%, Dow Jones Industrial -0,2%.

Borse negative nel giorno della firma a Washington (alle 17:30 ora italiana) dell'accordo commerciale "fase uno" tra USA e Cina. Ieri il Segretario al Tesoro Steve Mnuchin ha dichiarato che non ci sono accordi per procedere a ulteriori riduzioni dei dazi americani su prodotti cinesi. Bloomberg ha riferito indiscrezioni secondo cui i dazi potrebbero rimanere attivi fino alle prossime elezioni presidenziali USA (ovvero a novembre). Il mese scorso Washington ha sospeso dazi su 160 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina (dovevano entrare in vigore il 15 dicembre) e dimezzato al 7,5% dazi già attivi su 120 miliardi di importazioni. Non sono stati invece modificati i dazi del 25% su altre importazioni del valore di 250 miliardi di dollari.

Atlantia -3,4% ancora in forte calo nonostante gli ultimi rumor: due fonti sentite da Reuters hanno rivelato che il gruppo controllato dai Benetton è pronto a riaprire le trattative con il governo per evitare la revoca delle concessioni della controllata Autostrade in cambio di una riduzione dei pedaggi. Giorni fa si era vociferato di una riduzione dei pedaggi per complessivi 700 milioni di euro, cifra ritenuta insufficiente dal Ministro dei Trasporti Paola De Micheli. Stamattina Atlantia ha accelerato al ribasso dopo le indiscrezioni de La Stampa. Secondo il quotidiano il governo si sta orientando verso la revoca delle concessioni della controllata Autostrade. La decisione potrebbe essere presa nel Consiglio dei Ministri di venerdì o più probabilmente dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna (in programma domenica 26 gennaio). L'esecutivo non è però compatto: il PD è in dubbio mentre Italia Viva è contraria. Inoltre si attende l'ultimo parere dell'Avvocatura dello Stato sui rischi derivanti dal contenzioso con Atlantia/Autostrade. Secondo i rumor nelle ultime settimane è stata condotta una trattativa per evitare la revoca e il conseguente pagamento da parte dello Stato di una penale da 6-8 miliardi di euro (comunque molto meno dei 23 che sarebbero dovuti senza le norme introdotte con il decreto "Milleproroghe"). A inizio gennaio l'a.d. di Autostrade Roberto Tomasi in un'intervista al Corriere della Sera ha affermato che la revoca delle concessioni causerebbe probabilmente il fallimento della società (ha debiti per 10,5 miliardi di euro che difficilmente potrebbero essere onorati).