Piazza Affari negativa, bancari sotto pressione con rialzo spread dopo passo indietro Di Maio. FTSE MIB -0,59%.

*Il FTSE MIB segna -0,59%, il FTSE Italia All-Share -0,56%, il FTSE Italia Mid Cap -0,37%, il FTSE Italia STAR +0,48%.

BTP deboli e spread in rialzo.* Il rendimento del decennale segna 1,40% (chiusura precedente a 1,38%), lo spread sul Bund segna 165 bp (da 161) (dati MTS).

Mercati azionari europei in flessione: Euro Stoxx 50 -0,2%, FTSE 100 -0,3%, DAX -0,0%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 -0,4%.

*Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i principali indici USA sono positivi: *S&P 500 +0,4%, Nasdaq 100 +0,6%, Dow Jones Industrial +0,2%.

In netto calo i bancari a Milano, penalizzati dal rialzo dello spread in vista delle "dimissioni" da capo politico dei 5 stelle del ministro degli Esteri Luigi Di Maio (già comunicate ai ministri pentastellati, alle 17 l'annuncio ufficiale), e delle possibili fibrillazioni nel governo. L'indice FTSE Italia Banche segna -2,1%, l'EURO STOXX Banks -0,9%. Negativi UniCredit -3,5%, UBI Banca -2,0%, BPER Banca -3,0% e Banco BPM -3,3%: il cda di quest'ultima ieri ha approvato la lista per il rinnovo del board per gli esercizi 2020-2022 che verrà sottoposta alla prossima Assemblea. Tutto come previsto con Giuseppe Castagna confermato a.d. e Massimo Tononi alla presidenza al posto di Carlo Fratta Pasini.

Petroliferi in flessione: il greggio perde terreno dai i massimi di ieri pomeriggio. I future marzo segnano per il Brent 64,00 $/barile (da 65 circa), per il WTI 57,70 $/barile (da 58,70 circa). In calo Tenaris -1,1% ed ENI -1,4%, debole anche ieri in scia alla notizia delle accuse di corruzione nei confronti dell'ex procuratore generale Mohammed Adoke Bello formulate dalla EFCC (Economic and Financial Crimes Commission) della Nigeria. L'indagine riguarda la vendita del giacimento petrolifero offshore nigeriano OPL 245, avvenuta nel 2011, a ENI e Royal Dutch Shell per 1,3 miliardi di dollari. Secondo le accuse Adoke, che è anche ex ministro della giustizia della Nigeria, ricevette nel 2013 l'equivalente in dollari USA di 300 milioni di naira (al cambio attuale pari a oltre 800mila dollari) per facilitare la vendita di OPL 245 e far ottenere agevolazioni fiscali a Eni e Shell. Ricordiamo che in merito alla vicenda è in corso al Tribunale di Milano il processo che vede imputati ENI e alcuni dirigenti tra cui l'ex a.d. Paolo Scaroni e l'attuale a.d. Paolo Descalzi (all'epoca d.g. della Divisione Exploration & Production).