Piazza Affari peggiore in Europa, male i finanziari. Spread in calo. FTSE MIB -0,41%.

*Il FTSE MIB segna -0,41%, il FTSE Italia All-Share -0,35%, il FTSE Italia Mid Cap -0,01%, il FTSE Italia STAR +0,16%.

BTP positivi, scende lo spread.* Il rendimento del decennale segna 1,42% (chiusura precedente a 1,45%), lo spread sul Bund segna 166 bp (da 169) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,3%, FTSE 100 +0,3%, DAX +0,5%, CAC 40 +0,4%, IBEX 35 +0,2%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i principali indici USA sono positivi: S&P 500 +0,2%, Nasdaq 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,3%.

*Bancari in difficoltà: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,3% *contro il -0,4% dell'EURO STOXX Banks. A Milano UniCredit -1,6%, Intesa Sanpaolo -1,4%, FinecoBank -1,1%. Secondo indiscrezioni di stampa a brevissimo (pare entro lunedì 30 dicembre) il cda del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi potrebbe riunirsi e decidere di versare a BP Bari in conto futuro aumento di capitale una somma tra 350 e 500 milioni di euro, per permetterle di tornare in possesso dei coefficienti patrimoniali minimi previsti per legge. Entro febbraio è attese un piano industriale di salvataggio. Possibile che il Fondo venga affiancato in un secondo momento dal Mediocredito Centrale.

In rosso anche gli assicurativi Unipol -2,1%, UnipolSai -2,4%, Generali -0,5%.

*Telecom Italia -1,8% *perde terreno. Sullo sfondo resta il tema dell'integrazione della rete con quella di Open Fiber: a inizio dicembre il botta e risposta tra l'a.d. della compagnia telefonica Luigi Gubitosi e il gruppo controllato pariteticamente da Cdp (che ha anche il 5% di Telecom) ed Enel. Gubitosi, nel corso di un intervento al convegno 5G Italy, ha affermato che l'integrazione con Oper Fiber è la strada più efficiente per dotare il Paese di un'infrastruttura all'avanguardia, "ma se questo obiettivo non fosse condiviso sarà comunque Tim a farsi carico di questa sfida". Open Fiber ha replicato con una nota velenosa che progetto di acquisizione di Open Fiber da parte di Telecom è un'operazione non ben accetta dagli altri operatori sul mercato e non coerente con i principi di concorrenza: quest'ultimo concetto era stato espresso in precedenza anche dal presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, con critiche nei confronti dell'ipotesi di ritorno a una rete unica verticalmente integrata sotto il controllo di Tim. Ricordiamo che secondo le ultime indiscrezioni di stampa Telecom ha ricevuto 11 manifestazioni di interesse per l'investimento in Open Fiber. Tim ne avrebbe selezionate 7, tra qui quella dell'unico soggetto italiano, F2i. Il clima che si è creato rende ora più difficoltosa la strada verso l'integrazione delle reti, progetto già incluso nel piano al 2021 di Tim varato a febbraio, e che dovrebbe diventare centrale nell'aggiornamento previsto per febbraio 2020.