Tra i bancari prevalgono i segni negativi: l'indice FTSE Italia Banche segna -0,9%, -0,2% per l'EURO STOXX Banks. Sul settore pesano le tensioni all'interno del governo emerse nel vertice di ieri sera sulla manovra. A quanto risulta dai resoconti il meno soddisfatto all'uscita era Luigi di Maio: respinte per il momento le richieste dell'M5S sul reddito di cittadinanza. Non a caso rendimento e spread del BTP decennale sono in netto calo. In rosso le big Intesa Sanpaolo (-0,9%), UniCredit (-0,8%), Mediobanca (-0,7%).

*Bene i petroliferi grazie al recupero del greggio: Saipem (+3,3%) la più brillante, seguita da Tenaris (+1,2%) ed Eni (+0,5%).

Ferrari (+0,2%) *annulla le perdite accusate subito dopo l'annuncio dei target del piano al 2022: l'EBITDA adjusted è atteso a 1,8-2,0 miliardi di euro contro i 2 miliardi preannunciati a inizio anno da Sergio Marchionne. Il SUV prefigurato dal manager italocanadese in tempi brevi arriverà invece entro fine piano e si chiamerà Purosangue.

Lieve ribasso per FCA (-0,5%) che avrebbe rifiutato un'offerta da circa 5 miliardi di euro del fondo KKR per Magneti Marelli. Lo riferisce il Sole 24 Ore. Secondo il Corriere della Sera le trattative proseguono e c'è la possibilità che venga chiuso un accordo a 6 miliardi di euro.

*Diasorin (+2,8%) *estende il recupero partito ieri (+1,91%) dopo l'annuncio del lancio sul mercato europeo del nuovo test LIAISON QuantiFERON-TB Gold Plus. Il nuovo test, frutto della collaborazione con QIAGEN, contribuirà ad accelerare la conversione del mercato globale dei test diagnostici per la tubercolosi latente al più moderno test QuantiFERON, basato sull'analisi del campione di sangue.

Trevi Finanziaria Industriale (+7,4%) rimbalza con decisione dopo l'annuncio della conferma, giunta nel corso della tarda serata di ieri, dell'intervenuta accettazione dell'accordo di standstill "da parte di un numero di creditori finanziari rappresentativi del 93% dell'indebitamento complessivo vantato nei confronti del Gruppo Trevi dalle banche di cui era prevista l'adesione, percentuale sufficiente a consentire l'entrata in vigore dell'Accordo". Quest'ultima era vitale per la sopravvivenza del gruppo: venerdì scorso a mercato chiuso Trevi aveva comunicato che, con riferimento alle tensioni di cassa registrate negli ultimi mesi, "non sono previsti fenomeni di rottura di cassa per il corrente mese di settembre e nei successivi mesi dell'esercizio in corso, assumendo che l'accordo di standstill divenga efficace entro la prossima settimana".