Piazza Affari positiva, BTP solidi nonostante Moscovici. FTSE MIB +0,88%.

*Il FTSE MIB segna +0,88%, il FTSE Italia All-Share +0,84%, il FTSE Italia Mid Cap +0,55%, il FTSE Italia STAR +0,20%.

I BTP si confermano tonici* dopo che ieri il governo italiano ha abbassato il deficit/PIL della manovra 2019 da 2,4% a 2,04%. Il presidente della Commissione Jean Claude Juncker ha dichiarato di ritenere "importante e significativa" la proposta italiana, aprendo la strada allo stop alla procedura di infrazione. Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, oggi ha però affermato che la riduzione va nella direzione giusta ma non è sufficiente. Il BTP decennale rende il 2,94% (-8 bp rispetto alla chiusura di ieri), lo spread sul Bund segna 265 bp (-10 bp) (dati MTS).

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di lasciare invariati *i tassi di interesse ufficiali e si attende che si mantengano stabili almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Ufficiale la fine del QE entro questo mese. Durante la conferenza stampa di oggi il presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato una *leggera revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil reale nel 2018 e nel 2019. Nel 2018 il Pil è atteso ora in crescita dell'1,9% (revisione da +2,0% delle stime di settembre), nel 2019 è atteso all'1,7% (vs. 1,8%), nel 2020 è confermata la stima all'1,7 per cento. Le previsioni per l'inflazione armonizzata nell'Eurozona sono state poste all'1,8% nel 2018 (vs. 1,7%); all'1,6% nel 2019 (vs. 1,7%), all'1,7% nel 2020 (=) e all'1,8% in 2021 (=). Si registra un lieve incremento della stima per quest'anno e un lieve calo per l'anno prossimo. Mario Draghi ha specificato oggi che, nell'ambito della discussione sui vari strumenti di politica monetaria,* sono stati menzionati anche i TLTRO* (dei finanziamenti targettizzati sul sostegno all'economia reale già impiegati in passato e prossimi alla scadenza). Sono uno strumento di politica monetaria e sono stati menzionati dunque insieme agli altri, ha specificato Draghi, ma nessuna discussione specifica è stata avviata in proposito.