Piazza Affari positiva: in evidenza Telecom, Intesa e petroliferi. FTSE MIB +0,7%.

Il FTSE MIB segna +0,7%, il FTSE Italia All-Share +0,6%, il FTSE Italia Mid Cap -0,2%, il FTSE Italia STAR +0,3%.

BTP deboli e spread stabile. Il rendimento del decennale segna 1,04% (chiusura precedente a 1,02%), lo spread sul Bund 155 bp (da 156) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde ma sotto i massimi della mattinata: EURO STOXX 50 +0,5%, FTSE 100 +0,9%, DAX +0,4%, CAC 40 +0,7%, IBEX 35 +0,5%.

Circa mezz'ora prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici americani sono positivi: S&P 500 +0,5%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial +0,7%.

Telecom Italia +5,8% guadagna ulteriore terreno in scia alle parole dell'a.d. Luigi Gubitosi nell'incontro di presentazione dei risultati al 30 giugno. Il manager ha dichiarato che prevede un miglioramento dei ricavi nel fisso nel secondo semestre rispetto al primo. Gubitosi ha anche affermato che l'offerta di KKR per FiberCop (la rete secondaria) è strutturata per essere il primo passo per la creazione di una rete unica, progetto che era già nei piani del gruppo: a tal proposito si è detto felice dell'interessamento del governo. Come preannunciato dai rumor, ieri il cda ha esaminato l'offerta di KKR da 1,8 miliardi di euro per il 37,5% di FiberCop ma per decidere si è aggiornato al 31 agosto dopo aver ricevuto una lettera dal governo (da MEF e MISE, per la precisione): secondo ricostruzioni di stampa l'esecutivo vorrebbe fare entrare anche CDP in FiberCop, per poi promuovere la creazione della rete unica con Open Fiber. Si prospetta quindi un'accelerazione del processo sotto la regia del governo.

Intesa Sanpaolo, +3,1%, estende il rally partito ieri dopo l'uscita dei risultati del primo semestre. Equita, Jefferies e Kepler Cheuvreux hanno confermato le raccomandazioni buy e incrementato i target sul titolo. La prima metà dell'esercizio 2020 è andata in archivio con risultato netto in crescita a 2.566 milioni di euro dai 2.266 milioni dello stesso periodo del 2019. Per il 2020 il gruppo prevede "che l'utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro...e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021", senza considerare l'acquisizione di UBI Banca. Anche considerando l'acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi: inoltre il gruppo "intende ottenere l'approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell'utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020".

Petroliferi in ascesa grazie al rally del greggio, toccati poco fa i massimi da inizio marzo. Il future ottobre sul Brent ha raggiunto i 46,20 $/barile circa, il future settembre sul WTI i 43,50 $/barile circa. Eni +2,2%, Tenaris +3,6%, Saipem +4,4%.

Buzzi Unicem +4,7% in ottima forma. Equita e Mediobanca sono uscite con report positivi all'indomani della pubblicazione dei risultati del primo semestre 2020: ricavi sostanzialmente invariati su base annua ed EBITDA a +8,3% su basi comparabili. L'utile netto è balzato a 216,7 milioni di euro da 134,7 milioni del primo semestre 2019 grazie soprattutto alla cessione d'azienda realizzata da Kosmos Cement.

Atlantia -1,2% in calo: ieri dopo la chiusura del mercato ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, pesantemente impattati dall'emergenza Covid e da ulteriori accantonamenti. Ma l'elemento più significativo che è emerso dal cda è che le trattative con il Governo sull'ingresso di un soggetto a partecipazione statale (CDP) nel capitale di Autostrade per l'Italia si sono arenate. Il cda ha quindi deliberato la possibilità di procedere alla vendita dell'88% di AspI tramite un canonico processo competitivo internazionale gestito da advisor indipendenti "al quale potrà partecipare CDP congiuntamente ad altri Investitori Istituzionali di suo gradimento" oppure alla scissione parziale e proporzionale di AspI e quotazione in borsa. Il cda tornerà a riunirsi il 3 settembre per esaminare e approvare il progetto di scissione. In mattinata Edizione S.r.l., che controlla Atlantia con il 30,3% circa, ha comunicato "di condividere le operazioni proposte e che la quota in ASPI attribuibile ad Edizione dopo l'eventuale scissione non sarà considerata strategica e quindi verrà posta in vendita a condizioni di mercato entro 18 mesi dall'eventuale data di efficacia della scissione e quotazione in borsa di ASPI".

DiaSorin, -2,3% a 156,90 euro, accelera al ribasso e scivola sotto (come già avvenuto ieri, salvo poi recuperare nel finale) il supporto rappresentato dal minimo del 27 luglio a 160,20, mettendo pressione sulla neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da fine aprile. Una chiusura di seduta inferiore a 159 circa completerebbe il T&S favorendo l'avvio di una correzione di medio termine verso 125-130: conferme sotto 153,60. Segnali di forza sopra 174,60 per area 182.

Tinexta +12,6% balza in avanti e tocca i nuovi massimi storici dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre: ricavi a 123,8 milioni di euro (-2,2% a/a), EBITDA a 34,4 milioni (+6,3%), utile netto a 16,0 milioni (+14,1% a/a). Il gruppo nel primo trimestre ha contenuto gli effetti negativi dell'emergenza Covid per poi registrare "un secondo trimestre in crescita e con redditività in aumento". Il management conferma la guidance fornita il 23 giugno "rivedendo gli obiettivi annuali 2020 e stimando un fatturato superiore a 250 milioni di Euro rispetto ai precedenti 270 milioni di Euro, e un EBITDA pari a 72 milioni di Euro, in linea con il 2019 rispetto alla precedente crescita stimata dell'8%", aggiungendo che prevede "un lieve miglioramento dell'EBITDA margin rispetto al 2019".

Falck Renewables -5,1% scivola sui minimi da metà giugno dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre: ricavi +5,3% a/a a 195,3 milioni di euro, risultato netto a 28,4 milioni da 33,8 milioni un anno fa. Le vendite sono scattate soprattutto a causa della revisione al ribasso della guidance 2020: l'EBITDA passa da 196-202 milioni di euro a 194-198 milioni, il risultato netto di pertinenza del Gruppo passa da 40-42 milioni a 34-36 milioni.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 15:45 indice Markit PMI servizi,* alle 16:00 indice ISM non manifatturiero, alle 16:30 scorte settimanali petrolio (EIA).*

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)