Terza seduta consecutiva di ribasso a Piazza Affari. Il FTSE MIB segna -1,11%, il FTSE Italia All-Share -1,16%, il FTSE Italia Mid Cap -1,61%, il FTSE Italia STAR -1,89%. BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,65% (chiusura precedente a 0,59%), lo spread sul Bund 99 bp (da 93) (dati MTS).
Circa due ore dopo l'apertura di Wall Street i principali indici americani sono in territorio negativo. Nel pomeriggio l'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che negli Usa alla fine della scorsa settimana le scorte di petrolio hanno fatto segnare un decremento inatteso di -7,258 milioni di barili, a fronte di un decremento di 2,429 milioni atteso dagli analisti (settimana precedente: -6,644 milioni di barili).
Sempre negli Usa le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 12 febbraio si sono attestate a 861 mila unità, superiori alle attese (765 mila) e al dato della settimana precedente (848 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 5 febbraio) si attesta a 4,494 milioni, inferiore a 4,558 milioni della rilevazione precedente (attese 4,431 milioni).
A Milano contrastati i titoli del comparto oil: Eni cede lo 0,72%, Tenaris -2,33% mentre Saipem ha chiuso poco oltre la parità.
Terna, il più grande operatore indipendente di rete per la trasmissione elettrica in Europa, ha chiuso a -1,03%. La società è stata riconosciuta tra le 50 aziende più sostenibili al mondo in occasione del 2020 Seal (Sustainability, Environmental Achievement & Leadership) Business Sustainability Awards.
Diasorin -2,56% ha perso terreno penalizzata dal "piano Draghi" per i vaccini e dalle notizia degli accordo siglati dalla UE con Moderna e Pfizer per l'acquisto di ulteriori forniture.
Campari riesce a chiudere sopra la parità (+0,12%) dopo l'uscita di risultati 2020 leggermente inferiori alle attese. I ricavi sono scesi del 3,8% a 1,772 miliardi di euro (consensus 1,782), EBITDA rettificato in calo 16,7% a 399,9 milioni (consensus 400,5), EBIT rettificato in calo del 21,1% a 321,9 milioni (consensus 322,9), utile netto in calo del 39,1% a 187,9 milioni (consensus 186,3).
In netto calo i titoli dei gruppi attivi nel settore torri di trasmissione dopo l'annuncio di Orange della societarizzazione della divisione torri (oltre 25 mila tra Francia e Spagna): possibile quindi un'IPO con conseguente effetto depressivo sui prezzi del comparto in borsa. Inwit cede il 3,15% mentre Rai Way segna -6,63% a 4,93 euro: indiscrezioni di stampa segnalano che un investitore istituzionale ha ceduto tramite Goldman Sachs 10 milioni di azioni (il 3,7% del capitale) a 4,92 euro l'una contro i 5,28 della chiusura di ieri.
Esprinet -0,71%, ha siglato un accordo per la distribuzione dell'intera gamma di prodotti sviluppati da Netskope Inc., tech company statunitense leader nelle soluzioni cloud-native di data protection e difesa dalle minacce quando si accede a servizi e applicazioni cloud e a siti web da qualsiasi luogo con qualsiasi dispositivo.

(AC - www.ftaonline.com)