Piazza Affari sotto la parità. Bancari in calo, bene STM. FTSE MIB -0,3%.

Il FTSE MIB segna -0,3%, il FTSE Italia All-Share -0,3%, il FTSE Italia Mid Cap -0,3%, il FTSE Italia STAR +0,0%.

BTP e spread in lieve peggioramento. Il rendimento del decennale segna 1,31% (chiusura precedente a 1,29%), lo spread sul Bund 177 bp (da 175) (dati MTS).

Mercati azionari europei incerti: EURO STOXX 50 +0,0%, FTSE 100 -0,5%, DAX +0,1%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 -0,4%.

Future sugli indici azionari americani deboli: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,0%, Dow Jones Industrial -0,4%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +1,47%, NASDAQ Composite +1,20%, Dow Jones Industrial +2,32%.

Mercato azionario giapponese in recupero, il Nikkei 225 ha chiuso a +1,33%. Borse cinesi positive: L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha terminato a +1,32% circa, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,4% circa.

Bancari in leggero calo dopo il rally di ieri. L'indice FTSE Italia Banche segna -0,7%. Sotto pressione Mediobanca -2,4% dopo la richiesta di Bluebell Partners di distribuire un dividendo straordinario tramite azioni Generali, o la possibilità per i soci di comprare le azioni a un prezzo predefinito. In controtendenza Banca MPS +1,9% dopo che il cda ieri ha approvato la scissione parziale di oltre 8 miliardi di euro di crediti deteriorati a favore di AMCO (Asset Management Company, controllata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze). Ad AMCO andranno anche un bridge loan erogato a MPS da JP Morgan e UBS pari 3.179 milioni di euro e patrimonio netto per un importo pari a 1.087 milioni. L'operazione permette a MPS di realizzare "un rilevante piano di de-risking ben oltre i target definiti nel 2017 da DGComp, quale attività propedeutica a nuove opzioni strategiche". Si tratta in altre parole del passaggio determinante per portare a termine l'operazione di uscita dall'azionariato del MEF (ha il 68%): una volta alleggerita dagli NPL Banca MPS potrà infatti essere messa sul mercato con un buon appeal speculativo. Il closing dell'operazione decisa ieri è previsto entro il 15 novembre 2020 con efficacia a decorrere dal 1° dicembre 2020.

*Volano gli stracci tra Telecom Italia -1,3% *e Open Fiber e l'integrazione tra le due reti sembra più lontana. Alla fine della scorsa settimana l'a.d. di Open Fiber, Elisabetta Ripa, ha dichiarato al Messaggero che una integrazione della rete con quella di Telecom bloccherebbe il piano di investimenti di OF. Per Ripa bisognerebbe iniziare a parlare dello spegnimento della rete in rame (infrastruttura di proprietà di Telecom). Secondo quanto riferito nelle ultime ore a Reuters da due fonti, OF ha chiesto all'ex monopolista telefonico 1,5 miliardi di euro di danni per un supposto abuso di posizione dominante. Secondo una delle fonti la causa sarebbe partita a marzo dopo che l'antitrust ha comminato a Telecom una sanzione da 116 milioni per aver abusato della sua posizione nel mercato della banda larga nel tentativo di ostacolare l'ingresso dei concorrenti. L'altra fonte (vicina a Telecom) ha bollato la causa di OF come ridicola, aggiungendo che il gruppo telefonico sta approntando una rappresaglia legale per concorrenza sleale con richiesta danni uguale o addirittura superiore a quella di OF. Ricordiamo che OF è controllata pariteticamente da Enel e Cdp: quest'ultima è anche azionista di Telecom con il 5,03% (dati Consob).

Buona performance per STM +2,5% in scia a Micron Technology (+1,35% ieri al NASDAQ). Il titolo del gruppo americano specializzato nei chip di memoria ha guadagnato il 5,7% in after hours grazie a risultati trimestrali e guidance migliori delle attese.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 11:00 inflazione preliminare eurozona e inflazione preliminare Italia, alle 12:00 indice prezzi alla produzione Italia. Negli USA alle 15:00 indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni), alle 15:45 indice PMI Chicago (manifatturiero), alle 16:00 indice fiducia consumatori (Conference Board), alle 18:30 audizione di Powell (Fed) e Mnuchin (Tesoro) alla Camera, alle 22:30 scorte settimanali petrolio (API).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)