Piazza Affari sui massimi da maggio 2018, denaro su bancari, petroliferi e industriali. FTSE MIB +1,64%.

Mercati azionari europei in ascesa. Wall Street positiva ma sotto i massimi visti in avvio: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,8%, NASDAQ Composite +0,2% (nuovo record storico), Dow Jones Industrial +1,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,64%, il FTSE Italia All-Share a +1,55%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,98%, il FTSE Italia STAR a +0,89%. Continua a migliorare il sentiment sul coronavirus: alcuni media cinesi parlano della scoperta di combinazioni di farmaci efficaci contro i virus. L'OMS ha però immediatamente fatto sapere che al momento non c'è nulla di concreto.

*BTP poco mossi, spread in leggero calo. *Il rendimento del decennale segna 0,97% (chiusura precedente a 0,96%), lo spread sul Bund segna 134 bp (da 136) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: nuovi occupati stima ADP gennaio +291 mila da +202 mila (atteso +156 mila); indice ISM non manifatturiero gennaio a 55,5 punti da 54,9 (atteso 55); bilancia commerciale dicembre a -48,9 mld di dollari da -43,7 mld R (atteso -48,2 mld); scorte di petrolio settimanali EIA a +3,355 mln di barili da +3,548 mln precedenti (attesi +2,831 mln). Nell'eurozona: indice PMI IHS Markit servizi gennaio a 51,3 punti da 52,8 (atteso 52,2); vendite al dettaglio dicembre -1,6% m/m da +0,8% R (atteso -0,9%). In Italia: indice PMI IHS Markit servizi gennaio a 51,4 punti da 51,1 (atteso 50,2).

I bancari estendono il rally: FTSE Italia banche +2,75%, terzo rialzo consecutivo. Il comparto è trainato da Intesa Sanpaolo, +4,17% a 2,4495 euro (toccati i massimi da settembre 2018), all'indomani dei buoni dati 2019 e guidance 2020. Citigroup ha migliorato la raccomandazione sul titolo da neutral a buy e incrementato il target da 2,55 a 2,80 euro. Gli analisti della prestigiosa banca americana hanno alzato le stime di EPS diluted da 0,22 a 0,23 euro per il 2020, da 0,24 a 0,25 euro per il 2021 e da 0,25 a 0,26 euro per il 2022. Ieri Intesa ha pubblicato i risultati 2019: l'utile netto dell'esercizio si attesta a 4,182 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 4,050 miliardi del 2018 (Banca Akros stimava 4,1 miliardi). Nel quarto trimestre 2019 l'utile netto è calato a 872 milioni di euro da 1,044 miliardi del quarto trimestre 2018, ma ben al di sopra del consensus raccolto da Reuters pari a 760 milioni. Per il 2020 il management prevede, tenendo conto della plusvalenza Nexi, un risultato netto "ben al di sopra di quello del 2019", e in aumento anche senza la plusvalenza.