Vendite sul lusso, altro settore penalizzato dalle tensioni commerciali: Moncler -4,47%, Salvatore Ferragamo -2,58%, Brunello Cucinelli -3,50%. Male Geox -13,27% dopo la pubblicazione dei dati sui ricavi del primo trimestre del 2019, dati che indicano una flessione a 260,9 milioni di euro, -1,3% a/a. Ad appesantire il titolo sono sopratutto le previsioni per l'intero esercizio: il gruppo prevede infatti un calo dei ricavi mid single digit (-5% circa) rispetto ai livelli del 2018. Recordati -3,70% in forte ribasso. Oddo Securities ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a neutral.

Automobilistici in flessione: l'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna -2,6%. A Milano Pirelli&C -2,06%, Ferrari -1,80%, FCA -1,88%, Brembo -5,43%, Sogefi -6,14%. Sul comparto pesa il rischio dell'introduzione di dazi da parte degli USA. Lo scorso 17 febbraio il presidente Trump ha ricevuto un rapporto (Section 232 national security report) sulle investigazioni relative possibili effetti negativi sull'economia a stelle e strisce derivanti da importazioni di auto dall'estero. Il contenuto nel rapporto non è pubblico quindi non ci sono indicazioni ufficiali: secondo alcuni osservatori il rapporto contiene una raccomandazione a istituire dazi su auto prodotte in Europa e Giappone. Trump ha 90 giorni di tempo per decidere se intervenire in base alle indicazioni del rapporto (il termine scade alla fine di questa settimana). Reuters riferisce che i produttori prevedono che Trump prenderà tempo per dare modo ai negoziatori di trovare un'intesa. Si tratta comunque di un fattore di rischio che incombe sul settore auto europeo.

*Vendite sui bancari: *l'indice FTSE Italia Banche segna -2,41%, l'EURO STOXX Banks -1,7%. Sui titoli italiani del comparto pesa la debolezza dei BTP. In flessione Banco BPM -3,71%, UBI Banca -3,36%, UniCredit -2,80%. Il dossier Banca Carige torna sotto i riflettori in vista del termine fissato al 17 maggio per la presentazione di offerte vincolanti. BlackRock si è inaspettatamente chiamato fuori e oggi il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi si riunisce per analizzare la situazione: in autunno il fondo era intervenuto sottoscrivendo un prestito subordinato da 318 milioni di euro ma ora servono altri 630 milioni per l'aumento di capitale previsto nel piano industriale presentato a fine febbraio. Secondo indiscrezioni di stampa ci sono tre fondi esteri potenzialmente interessati.