Dopo lo stop di venerdì per Wall Street (fermatasi per la celebrazione dell'Independence Day), la nuova settimana inizia in Asia in deciso recupero, al traino del rimbalzo della piazza di Shanghai. Gli investitori continuano a focalizzarsi sui recenti positivi dati macroeconomici (in particolare quelli sull'occupazione a stelle e strisce), nonostante l'andamento dell'epidemia di coronavirus in Usa continui a sollevare preoccupazioni. Le tensioni tra Washington e Pechino, nel frattempo, hanno virato sul fronte militare con le due parti che hanno condotto contestate esercitazioni nel weekend. Il risultato è stato comunque un guadagno superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si consolida sui massimi da febbraio.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino ma il parallelo ribasso di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce alla positiva performance di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti l'1,83% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,60%). Tra i singoli titoli, da segnalare il positivo andamento della grande distribuzione, con l'operatore di grandi magazzini J Front Retailing che con un balzo superiore al 7% vola in vetta all'indice delle blue chip nipponiche.

In Cina i mercati scommettono su nuovi interventi da parte della People's Bank of China (PboC), mentre l'apparente contenimento dell'epidemia di coronavirus da parte di Pechino contribuisce a sostenere la fiducia degli investitori. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano un rally ampiamente superiore al 5% entrambi, contro un progresso di ben oltre il 3% per lo Shenzhen Composite. Molto bene anche Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti più del 3% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica, in rally di oltre il 4%). A Seoul il Kospi registra una crescita dell'1,60% circa mentre a Sydney, in controtendenza, l'S&P/ASX 200 perde lo 0,71% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)