Forti vendite sul petrolio nel pomeriggio. Il future sul *Brent *segna sull'Ice un ribasso dell'1,89% a 62,48 dollari mentre il derivato sul *WTI *passa di mano a 55,5 dollari con uno svantaggio sul riferimento di 2,3 punti percentuali. I prezzi del greggio rimangono sull'altalena spinta da molteplici dossier geopolitici.

Sicuramente il riaffiorare delle tensioni nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina *non incoraggia i prezzi, anche se oggi l'Iran *ha dichiarato di avere fermato una nave straniera nel Golfo Persico accusata di trasportare un carico di un milione di litri di carburante di contrabbando in uscita dal Paese. Smentita da Teheran (la fonte delle notizie e l'agenzia FNA) la cattura di un'altra nave denunciata da alcuni media nei giorni scorsi.

L'affondo dei corsi del greggio di queste ore sarebbe però dovuto alla ripresa delle forniture di greggio da parte di Transneft, il gestore monopolista della rete di oleodotti russi, alla Antipinsky, la maggiore raffineria indipendente del Paese. Un lancio della TASS evidenzia che i volumi di raffinazione del petrolio in Russia potrebbero nel 2019 diminuire rispetto al 2018 a causa della sospensione delle forniture alla raffineria Antipinsky che a maggio le aveva interrotte per problemi finanziari. Oggi però l'impianto ha ripreso le attività dopo che la scorsa primavera una joint venture di Sberbank e di SOCAR (Azerbaijan) ha rilevato l'80% della raffineria in bancarotta. Adesso la ripresa delle forniture potrebbe comportare, come in queste ore, un aumento dell'offerta e quindi un calo dei prezzi.

(GD - www.ftaonline.com)