Per fare maggiore chiarezza, ricapitoliamo a questo punto per sommi capi, sulla base delle indicazioni fornite finora dall'Inps, la vicenda che ha tenuto in agitazione nelle ultime ore molti possessori di card Rdc/Pdc e le ragioni per cui è necessario questo aggiornamento delle domande che, va sottolineato:

1) deve essere fatto anche se si ricevono ormai da mesi regolarmente gli accrediti sulle card distribuite da Poste Italiane e

2) deve essere fatto entro l'ultima e più importante data, il 21 ottobre: perché, come chiarito dall'Inps - e precisiamo ancora, esclusivamente per quanto riguarda i percettori di Reddito e Pensione di Cittadinanza rientrati nella finestra di marzo, dunque i primi beneficiari del sussidio - "solo per le domande aggiornate fino al 21 ottobre sarà possibile l’elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata di Rdc/Pdc spettante per la mensilità di ottobre"; mentre, per chi al contrario effettuerà l’aggiornamento dopo il 21 ottobre, "la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione." Insomma il rischio stop pagamenti è evitabile, ma c'è.

La necessità di tale integrazione, ha spiegato infatti l'istituto guidato da Pasquale Tridico, nasce dal fatto che le prime domande di reddito o pensione di cittadinanza sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato successivamente cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di conversione (Legge 28 marzo 2019, n. 26) del Decreto Legge istitutivo (Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4).