Segnali di stabilità sul debito sovrano europeo dopo gli scossoni delle ultime ore seguiti alla gaffe di Juncker sulle elezioni italiane. Il rendimento del BTP *decennale italiano cede 1 punto base e si riporta al 2,07%, quello del *Bund *tedesco perde 3 punti base e torna allo 0,68% e lo spread dunque si pone a 139 punti base. In calo di ben 3 punti base anche il rendimento dell'Oat* francese (0,96%) mentre quello del *Bono *spagnolo si conserva all'1,52 per cento.

Ieri il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, in riferimento alle elezioni italiane del 4 marzo, ha affermato che a marzo "dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, cioè un governo non operativo in Italia" e ha aggiunto di temere il pericolo di una forte reazione dei mercati nella seconda metà di marzo. Juncker ha insomma evidenziato i timori già circolanti da tempo sui mercati, di una possibile fase di instabilità politica in Italia che si riverberi in tensioni speculative e finanziarie.

Lo ha fatto però dopo che da agenzie di rating (per esempio S&P's ha alzato lo scorso ottobre a BBB con outlook stabile il giudizio sull'Italia) e banche d'affari avevano da tempo sminuito i rischi di instabilità conseguenti alle elezioni italiane, anche per via delle crescenti performance economiche del Bel Paese, del percorso di ristrutturazione efficace dei bilanci delle banche, degli stessi partiti politici italiani che hanno ridotto gradualmente ma decisamente le posizioni antieuropee della prima ora. Lo ha fatto soprattutto dopo che Palazzo Chigi e diverse istituzioni italiane hanno lavorato per mesi per tranquillizzare gli interlocutori internazionali sulla continuità riformista che dovrebbe comunque caratterizzare l'Italia del dopo voto. Certo il debito elevato italiano rimane e il suo costo sarà messo a rischio dal graduale percorso di normalizzazione dei tassi della Bce, nessuno poi può negare che il rischio di speculazioni sia sempre presente nell'Europa "periferica", ma Juncker ha fatto esattamente il contrario di quello che doveva fare, l'incendiario invece che il pompiere.