La settimana è partita con il segno più per Saipem che, dopo un'apertura debole è riuscito a risalire la china e, pur con qualche incertezza, si è fermato sopra la parità a fine giornata.

Il titolo, archiviata la sessione di venerdì scorso con un affondo di quasi il 5%, oggi si è fermato a 2,24 euro, con un rialzo dello 0,36% e poco più di 6 milioni di azioni scambiate, ben lontane dalla media degli ultimi 30 giorni pari a quasi 13 milioni di pezzi.

Saipem è riuscito a mantenersi a galla e è smosso sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib, malgrado l'affondo del petrolio che oggi sta vivendo una seduta ad alta tensione, tanto da presentarsi ora in area 20 dollari, con un crollo del 7,62%.

Il titolo è finito sotto la lente del mercato dopo che venerdì a mercati chiusi l'agenzia Moody's ha confermato su Saipem il rating "Ba1" per il corporate family rating e "Ba1" per le emissioni obbligazionarie effettuate da Saipem Finance International.

L'agenzia americana ha deciso di modificare l'outlook da "stabile" a "negativo".

Intanto quest'oggi Saipem non ha risentito della mossa di Jefferies che ha deciso di cambiare la sua strategia da"buy" a "hold", con un prezzo obiettivo ridotto da 5,5 a 2,3 euro.

Gli analisti hanno rivisto al ribasso anche le stime sull'utile per azione, tagliate del 73% per quest'anno e del 50% per il prossimo.

Una mossa decisa da Jefferies per tenere conto di ricavi molto più bassi in un contesto di forte calo del prezzo del petrolio.