Seduta negativa anche oggi per Salvatore Ferragamo dopo il -1,46% accusato ieri a causa della debolezza del settore lusso in scia al crollo di Abercrombie & Fitch al NYSE. Il titolo ha perso il 26,47% dopo aver annunciato vendite trimestrali (a perimetro costante) in crescita dell'1% contro il +1,3% del consensus. Deludente anche la stima per il trimestre in corso (vendite "same-store" attese piatte contro il +2,4% del consensus). Sulle azioni del gruppo fiorentino hanno influito anche le parole del presidente Ferruccio Ferragamo, il quale ha ribadito in un'intervista che la famiglia non intende mettere in vendita la storica casa produttrice di scarpe e pelletteria di lusso: l'ipotesi di cessione costituisce un catalizzatore per gli acquisti sul titolo e quindi il venir meno della stessa riduce l'appeal speculativo.

L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo evidenzia il recupero partito a gennaio, movimento che ha portato i prezzi a ridosso dei massimi allineati visti tra settembre e novembre a 21,70/21,90 euro. Nelle ultime due settimane il titolo ha perso terreno ma le possibilità di assistere a un attacco alle resistenze citate restano in piedi: in caso di successo le quotazioni avrebbero via libera verso 25,50 (picco di un anno fa), con obiettivo intermedio a 23,50. Discese sotto 19,70/19,80 anticiperebbero invece un test di 18,70/18,80, supporto decisivo per scongiurare il ritorno sui 16,9550, minimo pluriennale toccato il 24 gennaio.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)