Nel pomeriggio peggiorano notevolmente le performance dell'azionario italiano ed europeo mentre i maggiori indici azionari Usa ripiegano dopo un leggero rialzo in avvio. Nuovi lockdown, dalla Gran Bretagna, alla Spagna, a Israele rinnovano l'incertezza sui mercati e anche negli States i dubbi sulle nuove manovre di stimolo fiscale, la campagna elettorale, la trade war tra Washington e Beijing proiettano un'ombra sul sentiment degli operatori. Va comunque ricordato che oggi è il cosiddetto "giorno delle streghe" che corrisponde alla scadenza tecnica di gran parte dei future su indici azionari e azioni con il rischio di volatilità e aumento dei volumi di scambio.
Il sovereign UE chiude l'ottava con lo spread BTP/Bund a 144 punti base che sconta un rendimento del decennale italiano in rialzo di un punto base allo 0,97 per cento. ll *Dollar Index *cede lo 0,17 per cento.

A Piazza Affari il *Ftse Mib *segna un ribasso dell'1,09% e il *Ftse Italia All Share *uno dello 0,99 per cento. Male anche gli altri maggiori listini europei.

Pesano ancora sui listini italiani le cattive performance del credito con il *Ftse Italia Banche *in calo dell'1,47%: *Unicredit *cede il 3,12%, *Bper *il 4,07% e il *Banco BPM *il 2,18% mentre *Fineco *reagisce con un +0,17% (la banca online ha comunicato le dimissioni della presidente del collegio sindacale Elena Spagnol). *Intesa Sanpaolo *(-1,64%), come noto, sostiene l'offerta di Euronext e CDP per la società Borsa Italiana. Il London Stock Exchange ha concesso a questa cordata un'esclusiva per i negoziati.

In una seduta positiva per il settore farmaceutico e medicale, con lo *Stoxx Europe 600 Health Care *che guadagna lo 0,66%, accelera al rialzo anche *Diasorin *(+5,82%) che sfiora nuovamente i massimi a 168,5 euro dello scorso 27 agosto. Nel frattempo l'Unione Europea - rivela Reuters - teme un'insufficienza delle forniture di nuovi vaccini e starebbe trattando con un potenziale settimo produttore dopo Astrazeneca, Sanofi, J&J, Moderna, Pfizer e CureVac.

Ancora male *Atlantia *(-2,52%), il cui accordo con il governo e CDP appare ancora incerto, e *CNH Industrial *(-2,54%). Cede alle vendite dopo alcune sedute di recupero anche *Leonardo *(-3,85%).

Male *FCA *(-3,59%): la casa automobilistica ha comunicato la decisione di un lock-up (blocco temporaneo della possibilità di vendita) sulle azioni di Faurecia che saranno divise tra i soci FCA e PSA dopo la fusione italo-francese. Da segnalare che secondo MF l'Antitrust UE potrebbe prorogare i termini per l'approvazione del deal. Una nota di oggi conferma comunque il sostegno della BEI alla casa per la produzione di veicoli ibridi ed elettrici soprattutto al Sud Italia, completata già nei giorni scorsi una prima operazione da 485 milioni di euro.

Ancora in rialzo Enel *(+0,54%) dopo che Barclays ha confermato il giudizio overweight e alzato il prezzo obiettivo da 8,9 a 9,1 euro. Gli analisti evidenziano la resilienza della società alle sfide grazie alla crescita organica. Resta all'attenzione il dossier della rete unica, ieri il cda ha confermato l'offerta vincolante da € 2,65 mld, al netto del debito, di Macquarie per il 50% di Open Fiber in mano al gruppo energetico. Il cda è in attesa di approfondimenti.

Il settore delle utility si mostra comunque generalmente bene intonato a Piazza Affari: il *Ftse Italia Servizi Pubblici *guadagna lo 0,33%, *Terna *lo 0,74% e *Italgas *lo 0,28%, ma altri titoli del comparto mostrano un segno negativo (
Hera -1,15%, A2A -2,17%).

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*TIM *segna un ribasso del 2,35% mentre *Inwit *guadagna il 2,83%
In chiusura *STM *cede alle vendite (-0,61%) nel contesto di un *Euro Stoxx Technology *che lima i guadagni allo 0,05 per cento.

Con il Brent *stabile sui 43,2 dollari al barile, i petroliferi perdono ancora quota: *Eni *-2,71%, *Tenaris -2,76%, *Saipem *-1,43 per cento. L'Opec+ ha chiesto la piena conformità dei membri ai livelli produttivi concordati.

Mediaset, fra i titoli a capitalizzazione minore, cede il 3,24% e potrebbe essere influenzata sia dai rumors su una prossima ristrutturazione di Sky in Italia a causa della perdita di clienti e marginalità, sia dalla cattiva intonazione generale del settore editoriale.
Fa eccezione nel comparto *Giglio *con un rally del 4,46% che conferma il recupero dai recenti ribassi: l'11 settembre la semestrale positiva del gruppo era stata seguita da vendite sul titolo, ma adesso Banca Imi ha confermato un buy con un target price a 4,4 euro che sconta un potenziale rialzo di oltre il 90 per cento.

Bene anche *Unieuro *(+6,46%) dopo la pubblicazione di dati semestrali in crescita.

(GD - www.ftaonline.com)