Settoriale Eurostoxx Utilities in difficolta' ma l'uptrend per ora resta valido. Il future sull'indice settoriale Eurostoxx Utilities (all'interno del paniere, in ordine di pesom anche le italiane Enel, Terna, Hera, Italgas, A2A, Iren, Erg, Acea, Falck Ren, Ascopiave) e' andato incontro ad una brusca caduta il 7 novembre: i rendimenti dei titoli di stato sono saliti a fronte di una rapida salita delle borse e il comparto della pubblica utilita', molto sensibile all'andamento dei tassi di interesse (ma con una relazione inversa, tassi in crescita quotazioni del comparto in discesa), ne ha risentito. Il settore viene del resto da una salita quasi ininterrotta dai minimi di ottobre 2018 a 260 euro circa, il che vuol dire un rialzo del 34,4% circa se si prende come riferimento il picco del 1° ottobre a 349,54 euro. Venerdi' e' stato toccato un minimo a quota 334,80 ma successivamente le quotazioni sono rimbalzate con forza fino a recuperare a 338 circa, ampiamente positive rispetto alla chiusura di giovedi' a 335,91. I prezzi si sono mossi a partire dal citato massimo del 1° ottobre all'interno di una canale, una porzione del grafico compresa tra due linee parallele, dalla modesta inclinazione negativa. Un canale come quello in via di sviluppo spesso si dimostra un "flag", ovvero una figura di continuazione del trend precedente, in questo caso il rialzo dell'ultimo anno circa. La rottura del lato alto del canale, la trend line che unisce il top di inizio con quello di fine ottobre, passante a 346 euro circa, confermerebbe questa ipotesi. Oltre quota 349/350 i prezzi potrebbero spingersi fino a quota 359 almeno (limite superiore del canale crescente che contiene il rialzo dell'ultimo anno), con resistenza successiva a 367 euro. Solo la violazione della base del canale, a 334 euro circa, costringerebbe invece a considerarlo una fase di distribuzione, quindi preparatoria ad un ribasso, e potrebbe aprire la strada a ribassi verso i 318 euro almeno.