Dopo una seduta complessivamente in ribasso per Wall Street (unico in positivo dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi martedì di appena lo 0,02%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza in negativo e proseguita. Nel corso della sessione, però, i mercati della regione hanno virato in rialzo in scia a un apparente rallentamento dell'epidemia di coronavirus: i nuovi contagi in Cina sono stati 1.749 martedì contro i 1.866 di lunedì e sui minimi dal 29 gennaio. Le vittime confermate hanno comunque superato quota 2.000 finora. Il risultato è stato un guadagno intorno allo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che ha azzerato le perdite iniziali.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale ribasso dopo essersi apprezzato dello 0,20% martedì e il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde contribuisce alla performance positiva di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,89% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,37%). Sul fronte macroeconomico, in gennaio le esportazioni dal Giappone hanno segnato un calo del 2,6% annuo, in miglioramento rispetto al precedente declino del 6,3% e contro la flessione del 7,0% del consensus di FactSet. Si tratta comunque del quattordicesimo mese consecutivo di arretramento per l'export dal Sol Levante.

Le piazze della Cina continentale beneficiano solo in parte del moderato ottimismo circa una frenata nella diffusione del coronavirus, registrando una performance altalenante e passando da perdite a guadagni per poi chiudere comunque in calo. Alla fine Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono infatti lo 0,32% e lo 0,15% rispettivamente, contro il ribasso dello 0,55% dello Shenzhen Composite. In positivo invece Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,40% (fa ampiamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di poco meno dell'1%). A Seoul il Kospi ha limitato allo 0,07% la sua crescita mentre a Sydney è stato dello 0,43% il guadagno dell'S&P/ASX 200.