Dopo una seduta in frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, deprezzatosi giovedì dello 0,67%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza in negativo si è confermata, per quanto in modo maggiormente contrastato. Protagonista è ancora l'epidemia di coronavirus che da una parte vede un rallentamento della diffusione in Cina ma dall'altra registra un'impennata dei contagi in Corea del Sud. Il risultato è stata una perdita intorno allo 0,60% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale rialzo dopo essersi già apprezzato dello 0,40% giovedì ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce alla performance negativa di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,39% (fa meglio l'indice più ampio Topix, in flessione di appena lo 0,03%). Sul fronte macroeconomico, in gennaio l'inflazione è calata nel Sol Levante allo 0,7% annuo dallo 0,8% di dicembre, in linea con il consensus di Bloomberg. L'indice Pmi Jibun Bank del Giappone stilato da Markit è invece sceso su base preliminare in febbraio a 47,6 punti dai 48,8 punti della lettura finale di gennaio, sui minimi dai 45,0 punti del dicembre 2012.

L'International Air Transport Association (Iata) prevede che le perdite per le compagnie aeree asiatiche potrebbero sfiorare quest'anno i 28 miliardi di dollari, in gran parte in Cina. Le piazze di Shanghai e Shenzhen comunque tengono grazie alla promessa di nuovi stimoli da parte di Pechino, per reagire all'impatto del coronavirus sull'economia. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano infatti rialzi dello 0,31% e dello 0,12% rispettivamente, contro il netto progresso dell'1,05% dello Shenzhen Composite. Male invece Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l'Hang Seng è infatti in calo di oltre l'1% (performance sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul il Kospi ha perso l'1,49% mentre a Sydney è stato dello 0,33% il declino dell'S&P/ASX 200.