Dopo una chiusura d'ottava contrastata per Wall Street (unico in negativo dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi venerdì dello 0,09%), la nuova settimana inizia in Asia con il freno tirato, soprattutto in scia al deludente dato sul Pil del Giappone, crollato del 6,3% annuo nel quarto trimestre. Il dato, condizionato in negativo dall'aumento dell'imposta dei consumi dall'8% al 10% introdotto a inizio ottobre, segna la peggiore performance dal secondo trimestre 2014. Nel corso della sessione, però, i mercati virano in positivo grazie all'intervento della People's Bank of China (PboC), che ha nuovamente iniettato liquidità nel sistema finanziario del Paese. Il risultato è un guadagno intorno allo 0,30% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove sui massimi da fine gennaio.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale declino e il modesto deprezzamento dello yen sul biglietto verde non riesce comunque a sostenere la performance di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,69% (fa peggio l'indice più ampio Topix, in calo dello 0,89%). Sul fronte macroeconomico, in dicembre la produzione industriale è calata in Giappone del 3,1% annuo, in miglioramento rispetto al precedente crollo dell'8,2% e contro la flessione del 3,0% della lettura preliminare diffusa a fine gennaio.

La PboC ha annunciato il tagliodel tasso su prestiti a un anno della medium-term lending facility (Mlf) per 200 miliardi di yuan (26,4 miliardi di euro) al 3,15% dal 3,25% precedente. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano il 2,28% e il 2,25% rispettivamente, contro il rally del 3,18% dello Shenzhen Composite. In positivo anche Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,50% (fa ampiamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di quasi l'1%). A Seoul il Kospi ha limitato allo 0,06% il suo declino mentre a Sydney è stata di appena lo 0,07% la perdita dell'S&P/ASX 200.