Dovrebbe arrivare oggi il via libera del consiglio di amministrazione di Unicredit *al passaggio delle attività del gruppo *Parnasi *all'imprenditore ceco Radovan *Vitek, azionista di controllo (con oltre il 91%) di CPI Property Group, un colosso immobiliare con un portafoglio di quasi 7,9 miliardi di euro soprattutto nella Repubblica Ceca e a Berlino e al 69% composto di uffici e retail.

Per ora si tratta di un passaggio di Capital Dev *e *Parsitalia, ma a breve dovrebbe passare all'imprenditore ceco anche Eurnova, la società che controlla *i terreni di Tor di Valle *dove dovrebbe sorgere il nuovo *Stadio della Roma *fortemente voluto da A.S. Roma.

Il dossier che sembrava fra qualche difficoltà pronto all'avvio quando nel giugno 2018 furono arrestati (ai domiciliari) il costruttore Luca Parnasi *(che controllava i terreni e doveva sviluppare il progetto con il via libera delle autorità competenti), il vicepresidente del consiglio regionale *Adriano Palozzi, e il presidente di Acea *Luca Lanzalone *proiettato da Genova a Roma proprio dal Movimento Cinque Stelle per risolvere lo spinoso caso dello Stadio di Roma.

Stava per intervenire nel caso la stessa *Dea Capital SGR *che puntava a gestire un nuovo fondo nel quale sarebbero confluite le proprietà di Eurnova, ossia appunto i terreni dell'ex Ippodromo Tor di Valle destinati al nuovo stadio capitolino, ma la scoperta della rete di corruzione (definita dal sistemica e pulviscolare dalla giudice Maria Paola Tomaselli) con la quale sostanzialmente Parnasi voleva accelerare i lavori per il nuovo Stadio bloccò tutto.

Come spesso capita d'altronde il gruppo Parnasi era fortemente indebitato e Unicredit, gruppo bancario come noto in passato molto vicino alle vicende di A.S. Roma, era il maggiore creditore. Già nel 2017 *Parsitalia *era finita in liquidazione e anche la creazione di un fondo per gestire i proventi del progetto e dei terreni di Tor Vergata serviva a scongiurare il crac di uno dei maggiori gruppi immobiliari romani.