Telecom Italia arretra (-2,0% a 0,5234 euro) dopo il balzo di venerdì (+3,79%) in sintonia con le borse europee colpite dalla crisi del coronavirus ma riesce a sovraperformare nettamente gli indici di riferimento. Il titolo approfitta della sua sostanziale neutralità ai provvedimenti delle autorità per il contenimento della diffusione dell'epidemia: anzi i gruppi telefonici potrebbero beneficiare dall'incremento dei contatti telefonici e via traffico Internet che sembra poter caratterizzare le prossime settimane.

Ricordiamo anche le indiscrezioni di Repubblica alla fine sella scorsa ottava secondo cui giovedì il fondo KKR ha inviato alla società la manifestazione di interesse su una quota di minoranza della rete secondaria, quella in rame e in fibra che dalle cabine in strada arriva alle case. Il pezzo, tra gli asset più pregiati di Telecom, sarebbe valorizzato 7,0-7,5 miliardi di euro. Già lo scorso 13 febbraio Bloomberg aveva riferito che il gruppo telefonico avrebbe individuato in KKR il partner per la creazione di una rete unica integrando quella di Open Fiber. La scelta di KKR sarebbe stata motivata anche dall'intenzione della società di private equity di acquisire una quota di minoranza nella rete secondaria di Telecom.

L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia il recupero partito a inizio febbraio e la riattivazione dello stesso avvenuta venerdì. Il titolo ha la possibilità, nel caso in cui riuscisse a stabilizzarsi oltre 0,5400/0,5450, di salire verso area 0,59, limite superiore della fascia laterale in essere dall'estate 2018 e resistenza strategica nel lungo periodo: l'eventuale superamento di questo riferimento aprirebbe le porte ad estensioni verso 0,66 almeno. Sotto 0,5080 (con conferma in chiusura di seduta) probabile test di 0,4780, minimo del 3 febbraio: la rottura di questo ultimo supporto riattiverebbe il movimento ribassista in essere da fine novembre verso 0,43 circa (base della fascia).