Protagoniste in negativo della seduta di martedì Mediaset e Telecom Italia, in attesa della decisione dell'AgCom sull'esposto presentato dal gruppo di Cologno Monzese contro Vivendi, primo azionista di Telecom Italia con il 24% e secondo socio di Mediaset con il 28%, e la sua supposta posizione dominante nel sistema media-tlc italiano. L'authority potrebbe decidere contro i francesi e quindi anticipare il loro progressivo disimpegno da Mediaset. Il mercato teme ricadute anche su Telecom Italia anche se il titolo più esposto al rischio di vendita è Mediaset. Secondo alcune indiscrezioni non è però da escludersi un rinvio del pronunciamento. Si segnalano anche nuovi rumor, dopo quelli riferiti circa dieci giorni fa dal Sole 24 Ore, su trattative avviate da Telecom con il gruppo americano Discovery (Eurosport) e con Mediaset per preparare eventuali offerte congiunte per i bandi per i diritti di Serie A e Champions League per il triennio 2018-2021. Telecom sembra interessata ai diritti sulla banda ultralarga da veicolare tramite Timvision. La gara per la Serie A è già entrata nel vivo (si attende l'ok dell'Antitrust alle linee guida stilate dall'advisor della Lega, Infront), mentre per la Champions si parla della seconda metà di maggio. Telecom Italia martedì e' scesa a toccare un minimo intraday a 0,774 euro dopo avere terminato giovedì scorso a 0,8005 euro. I prezzi sono quindi scesi al di sotto delle medie mobili a 50 e 100 giorni, passanti entrambe a 0,8010 euro, supporto che aveva contenuto le spinte ribassiste nelle ultime sedute. A 0,787 i prezzi hanno violato anche la trend line rialzista disegnata dai minimi dello scorso novembre confermando il rischio del proseguimento della evoluzione negativa. Prossimi obiettivi a 0,7445 euro, minimo del 22 febbraio, e a 0,7205, base del gap rialzista del 7 dicembre e del canale crescente disegnato dai minimi di luglio 2016, quindi supporto critico anche in ottica di medio termine. Solo oltre area 0,8150 primi segnali di ripresa, da confermare poi al superamento a 0,8225 della media mobile a 20 giorni, con target in quel caso a 0,8525, sulla linea che congiunge i massimi di dicembre e di marzo.