*Partenza debole per Telecom Italia (-0,2% a 0,5534 euro): la strada che porta all'integrazione delle reti con Open Fiber si fa più tortuosa *dopo il botta e risposta di ieri tra l'a.d. della compagnia telefonica Luigi Gubitosi e il gruppo controllato pariteticamente da Cdp (che ha anche il 5% di Telecom) ed Enel. Gubitosi, nel corso di un intervento al convegno 5G Italy, ha affermato che l'integrazione con Oper Fiber è la strada più efficiente per dotare il Paese di un'infrastruttura all'avanguardia, "ma se questo obiettivo non fosse condiviso sarà comunque Tim a farsi carico di questa sfida". Il riferimento è alla freddezza con cui l'a.d. di Enel, Francesco Starace, nei giorni scorsi ha parlato dell'ipotesi di vendita del 50% di Open Fiber. Gubitosi ha aggiunto che il modello "wholesale only" di Open Fiber si è rivelato inadeguato per la diffusione della fibra.

Open Fiber ha pubblicato una nota velenosa in cui afferma che il modello "wholesale only" ha un valore pro-competitivo riconosciuto "nel recente Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche e che anche nell'ultima indagine congiunta di Agcom e Agcm aveva individuato come soluzione preferibile", e da "tutti gli operatori del mercato italiano che hanno sottoscritto accordi con Open Fiber, fatta eccezione di Tim".

Infine, e questa è la parte più dura del comunicato, il progetto di acquisizione di Open Fiber da parte di Telecom è un'operazione non ben accetta dagli altri operatori sul mercato e non coerente con i principi di concorrenza: quest'ultimo concetto era stato espresso in precedenza anche dal presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, con critiche nei confronti dell'ipotesi di ritorno a una rete unica verticalmente integrata sotto il controllo di Tim.