Avvio di seduta difficile per Tenaris (asta di volatilità, teorico -2,99%, ultimo prezzo 5,2260 euro) che ha archiviato il secondo trimestre del 2020 con ricavi in calo del 35% a/a a 1,241 miliardi di dollari (consensus Bloomberg 1,132), EBITDA in calo dell'84% a/a a 59 milioni (96), risultato netto dei soci a -48 milioni da +240 del trim2 del 2019 (-48). Risultati in forte calo quindi, ma complessivamente in linea con le attese.

Le notizie peggiori arrivano però dalle indicazioni del gruppo italoargentino sulla situazione del mercato e le prospettive. Nonostante che il punto di minimo dell'attività economica e di consumo di petrolio sia stato toccato ad aprile, le scorte di greggio e la capacità produttiva impiegheranno molto tempo per tornare su livelli pre-pandemici. In questo contesto non ci si attende che gli investimenti nel settore oil&gas recuperino nel breve. Tenaris ritiene che la domanda scenda ulteriormente nel secondo semestre dopo il forte calo del secondo trimestre, con ricavi oltremodo penalizzati dalla riduzione dei prezzi di vendita.

Per il terzo trimestre il management prevede un ulteriore calo di vendite e margini, con miglioramento atteso nel quarto: il margine EBITDA del trim3 potrebbe scendere vicino a livello "low single digit" (cifra singola bassa, da 4,7% nel trim2 e 15,9% nel trim1), escludendo oneri di ristrutturazione (quindi con il rischio di un valore ancora più basso).

L'analisi del grafico di Tenaris mette in evidenza il testa e spalle ribassista di continuazione formatosi a partire da maggio e completato a fine luglio, circostanza che espone il titolo al rischio di ritorno sul minimo pluriennale del 16 marzo a 4,0580 euro: conferme in tal senso sotto 4,88 con obiettivo ideale del T&S a 3,75 circa e appoggio successivo a 3,10-3,20. Segnali di forza con una stabilizzazione oltre 5,40-5,45, mentre il superamento di 5,60 anticiperebbe un allungo verso 5,95-6,00 almeno, con obiettivo successivo sui massimi di giugno in area 7.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)