Tenaris venerdi' nel finale di seduta inverte la rotta dopo un avvio in netto calo. Il titolo era stato penalizzato dai dati del trim1 2019 e dalla guidance prudente ma ha poi potuto rifiatare grazie al rimbalzo del prezzo del greggio, con il future crude oil risalito attorno all'orario di chiusura della borsa italiana in area 62,40 dai minimi di giornata di 61,40 circa (i prezzi sono poi ridiscesi in area 61,90 dollari). I ricavi netti si sono attestati a 1,872 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con il primo trimestre 2018 ma in calo dell'11% rispetto al quarto trimestre 2018. L'EBITDA è pari a 390 milioni (+10% a/a e -8% t/t). L'utile netto sale a 243 milioni (+3% rispetto al primo trimestre 2018 e +8% rispetto al quarto trimestre 2018). Per il secondo trimestre Tenaris prevede ricavi sui livelli del trim1 e margini in linea con quelli dell'anno scorso. La seduta di venerdi' ha percorso a ritroso l'intero ribasso subito il giorno prima ma pur facendo registrare un saldo positivo (+1,29%) i massimi di giornata, a 12,195, si collocano al di sotto di quelli di giovedi', a 12,27, e anche al di sotto del lato alto del gap ribassista apertosi proprio giovedi' a 12,365 euro. Il quadro grafico resta quindi dominato dalla violazione avvenuta il 26 aprile in area 12,78 della base del canale crescente disegnato dai minimi di fine 2018 e della media mobile esponenziale a 20 giorni e dal conseguente invio di un segnale di debolezza. Fino a che i prezzi resteranno sotto 12,17, media esponenziale a 100 giorni, restera' elevato il rischio di avvio di una correzione estesa di tutto il rialzo da dicembre con obiettivi a 11,50 e a 10,95 euro, base del gap rialzista del 12 febbraio. Oltre 12,55 invece target a 13,20 gap del 25 aprile, poi verso i 13,70 euro.