Come anticipato dalla stampa, Toshiba ha annunciato mercoledì di avere siglato un accordo per la vendita del suo business nelle memorie a una cordata guidata da Bain Capital. Il valore dell'operazione, come dichiarato dalla conglomerata nipponica, è di circa 2.000 miliardi di yen (poco meno di 15 miliardi di euro). La vendita del secondo maggiore produttore al mondo di chip di memoria a tecnologia Nand dovrebbe garantire a Toshiba, da tempo in profonda crisi, un guadagno dopo le tasse di 740 miliardi di yen (5,53 miliardi di euro), e soprattutto, permetterle di non avere più un patrimonio negativo, condizione cruciale per evitare il delisting (da tempo sotto osservazione, Toshiba è stata già rimpiazzata in agosto da Seiko Epson Corporation nel Nikkei 225). Della cordata, oltre al private Usa e all'iniziale partner sudcoreano Sk Hynix, fanno parte clienti di Toshiba del calibro di Apple e Dell, ma anche altri produttori di memorie come Kingston Technology e Seagate Technology. Il gruppo giapponese ha anche sottolineato che l'accordo prevede che si possano superare i contenziosi legali con Western Digital, che inizialmente sembrava avere trovato un accordo per l'acquisto del business. L'azienda californiana, che sostiene non ci possa essere alcuna intesa senza il suo consenso viste le joint venture in essere con Toshiba stessa proprio nei chip, ha per altro presentato una richiesta di arbitrato internazionale proprio per fermare l'accordo siglato mercoledì. Toshiba ha chiuso in flessione dell'1,59% a Tokyo, contro il guadagno dello 0,18% del Nikkei 225.

(RR - www.ftaonline.com)