Tre nuovi record per gli indici Usa. Balzo in avanti per il Nasdaq Composite, salito fino a quota 9093,43 punti per poi terminare a 9092 circa, in crescita dell'1,33%. Apple e Alphabet sono sui massimi storici, molto bene anche AMD, in crescita del 7% dopo una revisione positiva di giudizio (Instinet ha aumentato il target di quasi il 50%). Il Dow Jones Industrial Average è salito dell'1,16% (330,36 punti) a 28868,80, lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,84% (27,07 punti), a 3257,85. Due i temi che hanno sostenuto i mercati azionari nella prima seduta dell'anno. Donald Trump ha comunicato via Twitter che il 15 gennaio si terra' alla Casa Bianca la cerimonia della firma sulla fase uno dell'accordo commerciale tra i due paesi. Il vice presidente cinese Liu He si rechera' a Washington sabato con una delegazione. Trump ha aggiunto che dopo questa firma lui stesso andra' a Pechino per avviare il dialogo sulla fase successiva.

La prima parte dell'accordo implica gia' una notevole distensione tra i due paesi, con essa vengono infatti cancellati i dazi aggiuntivi che erano programmati su 160 miliardi di merci cinesi dal 15 dicembre mentre la Cina si e' impegnata ad incrementare gli acquisti di merci Usa e a intensificare la lotta al furto della proprieta' intellettuale. Positivo anche l'intervento della People's Bank of China (PboC), che ha annunciato che taglierà di 50 punti base i requisiti in termini di riserve di liquidità per gli istituti di credito del Paese. La misura, effettiva dal prossimo 6 gennaio, porterà il ratio per i colossi bancari al 12,5% dal 13% attuale, liberando complessivamente 800 miliardi di yuan (pari a oltre 102 miliardi di euro) per il rilancio dopo il rallentamento subito nel 2019 a causa delle tensioni commerciali. Da inizio 2018 la PboC ha ridotto il reserve ratio otto volte. Il messaggio per i mercati è chiaro: anche nel 2020 le banche centrali continueranno ad adottare politiche espansive a difesa della crescita.