Una seduta da dimenticare quella odierna per Trevi Fin. che, dopo aver ceduto ieri un punto e mezzo percentuale, è stato colpito da un violento sell-off oggi.

Il titolo ha terminato gli scambi a 0,241 euro, a ridosso dei minimi intraday, con un affondo del 7,49%, alimentato da volumi molto vivaci, visto che a fine sessione sono transitate sul mercato quasi 850mila azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 270mila pezzi.

Il titolo è crollato dopo che ieri Trevi Holding, principale azionista di Trevi Fin. con il 32,7% del capitale, ha annunciato di aver ottenuto l’autorizzazione del Tribunale a convocare l’assemblea degli azionisti della società al fine di revocare l’attuale CDA e provvedere alla nomina di un nuovo board.

La richiesta è stata avanzata perché secondo Trevi Holding l’attuale Cda non sarebbe stato legittimato dagli azionisti a deliberare sull’aumento di capitale da 130 milioni di euro che è parte integrante del piano di ristrutturazione della società.

Nella nota, Trevi Holding ha tuttavia voluto sottolineare il proprio appoggio sostanziale al piano di ristrutturazione così come è stato presentato al mercato.

Secondo gli analisti di Equita SIM, la decisione della famiglia Trevisani, che a detta di diversi giornali nazionali avrebbe colto di sorpresa sia le banche creditrici che gli altri soci, Polaris e Cassa Depositi e Prestiti, rischia di allungare ulteriormente le tempistiche del piano di ristrutturazione di Trevi.

Quest'ultimo, secondo quanto atteso dalla stessa società, sarebbe dovuto essere approvato già alla fine dello scorso mese.