Trevi Finanziaria Industriale (+9,8%) rimbalza con decisione dopo l'annuncio della conferma, giunta nel corso della tarda serata di ieri, dell'intervenuta accettazione dell'accordo di standstill "da parte di un numero di creditori finanziari rappresentativi del 93% dell'indebitamento complessivo vantato nei confronti del Gruppo Trevi dalle banche di cui era prevista l'adesione, percentuale sufficiente a consentire l'entrata in vigore dell'Accordo".

Quest'ultima era vitale per la sopravvivenza del gruppo: venerdì scorso a mercato chiuso Trevi aveva comunicato che, con riferimento alle tensioni di cassa registrate negli ultimi mesi, "non sono previsti fenomeni di rottura di cassa per il corrente mese di settembre e nei successivi mesi dell'esercizio in corso, assumendo che l'accordo di standstill divenga efficace entro la prossima settimana".

Ricordiamo che nello stesso comunicato Trevi aveva informato di aver rifiutato l'offerta vincolante di Bain Capital Credit concernente il possibile intervento di quest'ultimo nell'operazione di rafforzamento patrimoniale e di aver deciso di puntare su una manovra alternativa, secondo il modello cosiddetto stand alone, che prevede "un aumento di capitale riservato in opzione agli azionisti e la contestuale conversione di parte dell'indebitamento finanziario del Gruppo in strumenti finanziari".

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)