Sottotono *Trevi *a Piazza Affari: il titolo segna un ribasso dello 0,32% e si riporta a 30,9 centesimi. Oggi scade il termine per l'esclusiva dei negoziati con *Bain *Capital Credit per un suo intervento nel piano di rafforzamento patrimoniale del gruppo. All'adesione di Bain Capital è vincolato anche l'accordo di moratoria e standstill siglato con il ceto bancario.

Il Sole 24 Ore di oggi apre però a un'altra prospettiva, un piano B *allo studio dei soci, e riporta che la società di casa Trevisani starebbe per archiviare l'intervento di Bain Capital e punterebbe a un *aumento di capitale da 130 milioni di euro *dei quali 35 milioni potrebbero essere sottoscritti da *Cassa Depositi e Prestiti *che controlla il 16,85% della società. La *Trevi Holding *ha il 32,72% del capitale dovrebbe mettere 42,5 milioni; il fondo *Polaris *cui è riferibile un altro 10% del capitale, ma che sarebbe pronto a investire altri 35 milioni nella ricapitalizzazione del gruppo. La quota rimanente della ripatrimonializzazione indicata dal servizio di intelligence Reorg sarebbe a carico delle *banche tramite una conversione dei crediti (si tratta di 17,5 milioni di euro).

In pratica la società ancora lo scorso 14 giugno rinviava la rendicontazione del 2017 e del rendiconto intermedio a causa delle incertezze nei negoziati con le banche. In quella data si riportava che la posizione finanziaria netta del gruppo a fine marzo ammontava a 650,3 milioni di euro, di cui ben 573 milioni di esposizione a breve termine.

Per il gruppo risultavano scadute posizioni debitorie per poco meno di 401,3 milioni. A fine 2016 (l'ultimo bilancio pubblicato) il patrimonio netto del gruppo era diminuito del 16,4% a 472 milioni di euro, ma la PFN era ancora negativa per soli 440 milioni.