Finale di settimana tutto in discesa per Ubi Banca che, dopo aver terminato gli scambi poco sopra la parità ieri, è tornato a perdere terreno.

Il titolo, che ha mostrato maggiore debolezza rispetto al Ftse Mib, accusando la peggiore performance nel settore bancario, ha terminato le contrattazioni a 2,312 euro, con un ribasso dell'1,62% e quasi 7 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 8,7 milioni di pezzi.

Ubi Banca ha perso terreno dopo aver lanciato ieri con successo la sua seconda emissione obbligazionaria senior non-preferred con scadenza giugno 2024 per un ammontare pari a 500 milioni di euro.

L'allocazione ha visto la sottoscrizione per il 45% da parte di investitori italiani e per il restante 55% da investitori esteri.

Il bond paga una cedola del 2,625%, equivalente ad un tasso swap a 5 anni più 290 punti base, 15 in meno rispetto alla guidance annunciata inizialmente.

Gli analisti di Equita SIM ricordano che quella di ieri è stata la seconda emissione di tipo Senior non preferred dopo quella emessa ad aprile 2018, con scadenza 5 anni e cedola dell’1,75%.

Con il bond di ieri UBI Banca raggiunge 2 miliardi di euro di nuove emissioni nel 2019, di cui 1 miliardo Senior non preferred, 500 milioni Tier 2 e 500 milioni senior unsecured, a testimonianza della capacità di accesso al mercato del gruppo e di un approccio conservativo verso il funding plan dei prossimi due anni.

Non cambia intanto la strategia della SIM milanese che su Ubi Banca mantiene fermo il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 3,4 euro.

Più ottimisti i colleghi di Banca IMI che suggeriscono di aggiungere il titolo in portafoglio, con un target price a 3,9 euro.