Dopo due sedute consecutive in rialzo, Unicredit non è riuscito quest'oggi a sintonizzarsi con l'andamento positivo del Ftse Mib e degli altri bancari, registrando la seconda peggiore performance nel comparto dopo quella di Bper Banca.

Unicredit ha terminato gli scambi a 8,303 euro, con un calo dell'1,54% e oltre 26 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 23 milioni di pezzi.

Il titolo oggi è finito sotto la lente di Berenberg, che da una parte ha ribadito la raccomandazione "buy" e dall'altra ha tagliato drasticamente il prezzo obiettivo da 17 a 10 euro.

Al pari di quanto accaduto per Intesa Sanpaolo, anche per Unicredit gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime di eps per via di minori ricavi e maggiori perdite su crediti, complice l'impatto del coronavirus.

Berenberg non crede più che Unicredit aumenti il suo payout ratio al 50% quest'anno, ritenendo piuttosto che lo mantenga al 40% fino al 2021, per poi alzarlo al 50% nel 2022 e 2023.

Gli analisti spiegano che una simile previsione è da ricondurre alla necessità di mantenere una maggiore flessibilità nell'attuale contesto che si conferma difficile.