Venerdi' da dimenticare per il Ftse Mib. Il Ftse Mib e' andato incontro venerdi' ad un forte calo, che lo ha portato a testare con i minimi di area 21055 la base del gap rialzista, visibile sul grafico intraday, del 18 marzo. Pesano sugli indici di borsa i negativi dati macro usciti nelle ultime ore.

Markit ha reso noto che nel mese di marzo l'Indice PMI Manifatturiero (stima flash) e' sceso negli USA a 52,5 punti dai 53 punti del mese precedente. La rilevazione di marzo evidenzia un rallentamento del ritmo di crescita del settore privato su livelli minimi da due mesi a 54,8 punti dai 56 punti della lettura precedente. L'indice Composite è sceso a 54,3 punti da 55,5 punti di febbraio.
Nella zona Euro: IHS Markit PMI manifatturiero (stima flash) a 47,6 punti da 49,3 (atteso 49,5 punti).
In Germania: PMI IHS Markit manifatturiero (flash) a 44,7 punti da 47,6 punti (atteso 48).

Sempre sul grafico intraday del Ftse Mib e' riconoscibile una figura a doppio massimo, dalle implicazioni negative, disegnata in area 11475/80 dal 19 marzo, una figura che e' stata completata venerdi' con la violazione dei 21260 punti. La presenza del doppio massimo potrebbe introdurre a ribassi anche inferiori al supporto di area 21055 gia' toccato. La violazione di quei livelli rischierebbe di aprire la strada al raggiungimento in area 20630 della base del canale crescente disegnato dai minimi di fine dicembre. Se anche quella trend line dovesse cedere sotto la spinta dei ribassisti sarebbe da considerare probabile la realizzazione di una correzione estesa di tutto il rialzo dell'ultimo trimestre, con obiettivi nella migliore delle ipotesi in area 20270, base del gap del 25 febbraio, ma che potrebbero estendere fino ai 19350 punti, base di un altro gap, quello dell'11 febbraio. La tenuta di area 21055 e la rottura di 21200 segnalerebbero un allentamento delle pressioni ribassiste che pero' risulterebbero vinte solo oltre i 21500 punti. Target in quel caso a 21820 circa, lato superiore del citato canale crescente che contiene il rialzo dai minimi di fine 2018.