Giovedì si è fermata la corsa di Wall Street, mentre gli investitori si preparano a una settimana all'insegna degli istituti centrali. Il prossimo incontro del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) si terrà il 26-27 luglio e il 29 luglio toccherà alla Bank of Japan, ma sono almeno 15 gli istituti centrali nel mondo che avranno meeting nei prossimi giorni. Ha aperto le danze proprio giovedì la Banca centrale europea, che ha lasciato invariati i tassi d'interesse sottolineando che intende mantenerli ai livelli attuali o più bassi per un "periodo esteso", e che il suo programma di acquisti di titoli dovrebbe proseguire almeno fino al marzo 2017 e forse oltre. Intanto il petrolio ha perso significativamente terreno, dopo che le scorte di carburante in Usa si sono spinte a livelli record aumentando i timori per un eccesso d'offerta a livello globale. Il future sul Wti in consegna a settembre ha chiuso in flessione del 2,19% a New York a 44,75 dollari il barile. Complessivamente sono stati positivi i dati macroeconomici pubblicati in giornata, con le richieste di sussidi di disoccupazione attestatesi al secondo livello più basso degli ultimi sette anni e le vendite di abitazioni cresciute a sorpresa in giugno.

Wall Street continua però ad andare in scia alle trimestrali della Corporate Usa e ancora una volta a guidare sono i titoli tecnologici, come Intel, crollata del 3,98% dopo una trimestrale contrastata e comunque segnata da profitti netti più che dimezzati da 2,71 miliardi di dollari, pari a 55 centesimi per azione, a 1,33 miliardi, e 27 centesimi. Alla fine, il Dow Jones Industrial Average ha messo fine alla striscia di nove rialzi successivi (la prima dal 2013) chiudendo in declino dello 0,42% (77,80 i punti persi) a quota 18.517,23 punti. Simile la performance dell'S&P 500, in calo dello 0,36% (7,85 punti) a 2.165,17 punti, a fronte di perdite dell'1% e dello 0,9% rispettivamente per i settori industriale ed energia. Scivola anche il Nasdaq Composite Index, nonostante il balzo del 7,36% di Qualcomm e addirittura del 10,89% di eBay su risultati trimestrali migliori rispetto alle attese. A fine seduta l'indice perde lo 0,31% (16,03% punti) a quota 5.073,90 punti. Flessioni che comunque non impediscono ai tre indici di avviarsi verso la migliore performance mensile dallo scorso marzo: il Nasdaq Composite punta a un guadagno di quasi il 5% nel mese, mentre è superiore al 3% quello di S&P 500 e Dow.