Seduta altalenante per Wall Street, che azzera le perdite iniziali e chiude in positivo grazie soprattutto alla spinta del settore It (migliore degli undici sottoindici dell'S&P 500 con un rialzo dello 0,99%) che mette in secondo piano i timori per la guerra commerciale innescata dal presidente Donald Trump. Gli stessi big industriali, particolarmente esposti sui mercati globali, che avevano iniziato la sessione in perdita recuperano terreno: Caterpillar, per esempio, chiude con un guadagno dello 0,46% piazzandosi tra i migliori del Dow Jones Industrial Average. L'indice delle blue chip Usa, comunque peggiore dei tre principali di Wall Street, segna alla fine un progresso dello 0,15% a 24.307,18 punti. Rialzo dello 0,31% invece per l'S&P 500, che si attesta a 2.726,71 punti.

A sostenere il settore tecnologico colossi come Apple, Microsof e Intel, tutti in rialzo di oltre l'1% e tra i migliori del Dow Jones. Protagoniste di giornata sono però società di dimensioni più piccole diventate da tempo benchmark del comparto: Micron Technology con un rialzo del 3,89% si piazza in vetta al Nasdaq Composite e poco peggio fa Nvidia (che guadagna il 2,25%). La sessione, a volumi ridotti in vista dell'Indipendence Day (la seduta di martedì 3 luglio terminerà alle 13 locali, le 19 italiane, mentre il 4 luglio i mercati resteranno chiusi), rimane comunque altalenante. Sicuramente per Tesla, che dopo il rally del 4% in intraday chiude in declino del 2,30% nella seconda peggiore performance di un Nasdaq in rialzo dello 0,76% a 7.567,69 punti. Il produttore di supercar elettriche ha raggiunto il target di 5.000 Model 3 prodotte in una settimana (e per agosto dovrebbe essere superata quota 6.000), ma ha visto anche l'uscita del chief vehicle engineer Doug Field (in congedo da maggio, anche se la notizia è emersa solo ora da documentazione regolatoria citata dal Wall Street Journal).