Altra brusca accelerazione ieri per Trevi Finanziaria Industriale (+19,75%, +120% circa in tre sedute, oggi in avvio +7%) grazie alle indiscrezioni di stampa secondo cui il piano industriale prevede la cessione della divisione Soilmec o, in alternativa, un'aggregazione. Trevi ha smentito con un comunicato, aggiungendo che non sono in corso trattative con *Webuild (la ex Salini Impregilo, +5,14% a 1,4310 euro, oggi in avvio +1,3% a 1,45 euro) *"in relazione a possibili operazioni straordinarie". Webuild ha lanciato nel 2019 il Progetto Italia, un'operazione di consolidamento del settore delle costruzioni che vede il coinvolgimento di Astaldi senza chiudere la porta ad altri gruppi. Un eventuale ingresso di Trevi nel progetto rafforzerebbe la posizione di Webuild ed è evidentemente ben visto da operatori e investitori.

L'analisi del grafico di Webuild mette in evidenza il segnale rialzista inviato ieri con il superamento dei massimi di fine aprile/inizio maggio a 1,38-1,39 euro, e l'attacco agli ex supporti a 1,44 circa (minimi di inizio febbraio). Una eventuale stabilizzazione oltre questi ultimi riferimenti creerebbe le premesse per un'estensione verso i livelli del settembre 2019 a 2,15-2,20: conferme definitive in tal senso al superamento di 1,5470 (massimo del 20 febbraio). Discese sotto 1,21 anticiperebbero invece un test del minimo del 20 maggio a 1,0950, supporto decisivo per scongiurare un'inversione di tendenza e il rischio di ritorno sugli 0,65 toccati il 16 marzo.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)