Zte ha toccato un rally del 17% in intraday a Hong Kong, dopo che lo U.S. Department of Commerce (il ministero del Commercio di Washington) venerdì aveva comunicato di avere revocato il divieto per le imprese statunitensi di vendere merci al secondo maggiore produttore di infrastrutture di rete della Cina, permettendo di fatto all'azienda di Shenzhen di tornare a operare in Usa. Il ministero ha rimosso il divieto dopo avere ricevuto il deposito di 400 milioni da parte di Zte, all'interno di un patteggiamento siglato in giugno che aveva visto i cinesi sborsare già 1 miliardo in favore dello U.S. Department of Treasury (il ministero del Tesoro Usa). Zte, fermata da Washington ufficialmente per questioni di sicurezza nazionale, da aprile era sostanzialmente bloccata visto che ha bisogno delle forniture da parte di aziende Usa per produrre smartphone ma anche apparati di rete. Sempre venerdì l'azienda di Shenzhen aveva diffuso dati preliminari relativi al primo semestre dell'esercizio, segnati da una perdita stimata in 7-9 miliardi di yuan (pari a una cifra compresa tra 850 milioni e 1,15 miliardi di euro), contro i 2,3 miliardi di profitti (circa 300 milioni di euro) di un anno prima. Zte ha poi chiuso la seduta a Hong Kong in rialzo del 16,45% (il titolo resta comunque in perdita di oltre il 14% nei dodici mesi), contro il guadagno limitato allo 0,05% dell'Hang Seng.

(RR - www.ftaonline.com)