Debito pubblico

Debito pubblico, l’indebitamento dello Stato con soggetti economici

In economia, con l’espressione debito pubblico si è soliti indicare il rapporto di indebitamento sostenuto dallo Stato con soggetti economici terzi (nazionali ed esteri), che divengono sottoscrittori di diritti di credito (per lo più nella forma di obbligazioni nazionali o buoni del Tesoro, quali BOT, BTP, CCT, CTZ). Tali controparti, che possono essere banche, imprese o individui singoli, forniscono la liquidità necessaria a integrare il disavanzo del fabbisogno finanziario statale, compensando il “buco” del deficit pubblico di bilancio.

Se il soggetto finanziatore è interno al Paese finanziato, si parla di debito interno; vice versa, quando il terzo finanziatore è un esterno, si parla di debito estero.

Nel riferirsi al debito pubblico, inoltre, non si guarda solo al rapporto d’indebitamento intrattenuto dall’organo statale, ma anche ai soggetti pubblici più piccoli, quali Regioni, Province, Comuni o Stati federati emettitori di titoli di credito.

Fattori caratterizzanti e pratiche utilizzate

Tra i maggiori rischi corsi da una Nazione esposta ad elevato debito pubblico, vi è il rischio legato alla perdita di controllo sull’ammontare effettivo dello stesso e, dunque, la capacità di tenerlo sotto controllo per evitare di incorrere nell’insolvenza sovrana, ovverosia, nel fallimento statale.
Tra le pratiche più comunemente utilizzate per il saldo delle partire debitorie (che tuttavia possono sfociare nel far perdere il contatto col monte di debito totale) vi sono:

  • stampa di cartamoneta, spesso seguita da effetti svalutativi ed inflazionistici;
  • ricorso sul breve periodo a politiche di risanamento dei conti pubblici, tramite operazioni di bilancio restrittive e di rigore, volte all’abbattimento del deficit pubblico e alla creazione di avanzo primario; tale condizione è resa possibile grazie all’aumento delle entrate, perseguito attraverso l’innalzamento delle imposte, il freno all'evasione fiscale e la riduzione della spesa pubblica (con politiche di spending review);
  • ricorso nel medio-lungo periodo a politiche di bilancio di tipo espansivo, che stimolino la crescita economica ed il relativo PIL, con aumento proporzionale del gettito fiscale.

Riguardo al saldo delle partite debitorie che costituiscono il debito pubblico, l’attività statale consiste nell’organizzare un piano di copertura finanziaria per tempi, importi e modalità d’esecuzione, pensato per evitare fasi critiche o momenti di eccessivo stress finanziario.

Il rapporto debito pubblico/PIL

Il valore del debito pubblico, per quanto di per sé già rappresentante, assume particolare rilievo se letto in rapporto al Prodotto Interno Lordo: in altri termini, lo studio dell’andamento reciproco tra le grandezze rileva quanto il PIL di un Paese sia in grado di coprire (e risanare) il debito pubblico dello stesso. In tal senso, Nazioni con elevati livelli di debito pubblico ed elevati livelli di PIL, tenderanno ad essere meno esposti al rischio di insolvenza.

Dal canto opposto, la prassi seguita dalla maggior parte dei policy-maker (alla luce di un filone della letteratura empirica che tende a considerare l’esistenza di una correlazione negativa tra debito pubblico e crescita) ritiene che un maggiore importo di debito tenda comunque a ridurre la crescita economica della Nazione di riferimento.
Una teoria sostenuta anche dalla Statistica Comparata del Modello Classico, secondo la quale se la propensione all'investimento è inferiore rispetto alla propensione marginale al risparmio, anche la crescita sarà inferiore; la pratica da utilizzare, prima della persecuzione della diminuzione della spesa pubblica, dovrà allora esser volta ad incentivare l’investimento nell’economia reale.

Il debito pubblico (statale) mondiale

Tratto da quello dei rispettivi Paesi, il debito pubblico mondiale è dato dalla somma dei singoli debiti pubblici statali, che, espresso in dollari per convenzione, ha superato i 150 mila miliardi nel 2011.
Alle Nazioni con il maggior livello di debito pubblico corrispondono tendenzialmente i Paesi a maggiore livello di ricchezza posseduta: tra questi spiccano Giappone, Canada, USA e i territori dell’Europa Occidentale; ad essi è andato recentemente ad aggiungersi il Brasile.

Nella realtà, tra i più consistenti debiti pubblici internazionali, quello statunitense a superato i 17 mila miliardi di dollari, mentre l’Italia ha oltrepassato nel secondo trimestre 2014, il record dei 2,16 mila miliardi di euro. Per il Giappone, il rapporto debito pubblico/PIL ha invece raggiunto nel gennaio 2014 il 236 per cento, massimo storico di sempre destinato ad accrescersi.

La differenza debito pubblico-deficit pubblico

Il termine debito pubblico, inoltre, non è da confondersi con il significato di deficit pubblico, sovente scambiato come suo sinonimo. Mentre infatti il deficit pubblico (altrimenti detto disavanzo pubblico) rappresenta la contingenza in cui le uscite statali superano le entrate (con un saldo che risulta, dunque, negativo), il debito pubblico è l’ammontare di debito totale contratto da un Paese nei confronti dei diversi creditori, finanziatori volontari tramite Titoli di Stato o strumenti del Tesoro. Il debito pubblico, in quest’ultimo caso, rimane dunque nella mani degli stessi soggetti che si sono accollati il (seppur ridottissimo) rischio di credito. Il deficit pubblico, diversamente, dipende dalle politiche d’investimento in acquisto e vendita intraprese dallo Stato.

Per maggiori informazioni: DEBITO PUBBLICO



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