Che l’Italia sia un Paese con forte vocazione al commercio è indubbio, che il Made in Italy sia un sinonimo di qualità e di eccellenza in tutto il mondo, lo è altrettanto.

Non a caso sono tantissime le aziende di grandi, ma anche di piccole e medie dimensioni, che hanno relazioni commerciali con il resto del mondo.

In effetti tutti i dati mostrano come, nonostante il periodo congiunturale non sia stato particolarmente semplice ulteriormente aggravato dalla crisi pandemica, dal 2015 tutte le imprese italiane continuano ad avere grande lustro a livello internazionale riuscendo ad accaparrarsi nuove quote di mercato e diventando inoltre sempre più forti in quelle economie dove sono già riuscite a penetrare.

Questo è un dato altamente significativo se poi si confronta con il livello dei consumi interni ancora in forte flessione purtroppo.

Vero è però che chiunque si affacci sui mercati internazionali, ha comunque dei livelli di attenzione che devono essere sicuramente più alti rispetto al semplice operare sui mercati nazionali.

L’apertura al mondo attraverso l’export espone le imprese a tutta una serie di rischi che sono tra l’altro maggiori a seconda del paese con i quali si intrattengono delle relazioni commerciali, e dai quali ci si deve in qualche modo proteggere.

In questo senso è vero che sono più rischiosi ad esempio gli scambi commerciali che intercorrono tra le nostre aziende e i Paesi extra UE o OCSE pertanto in questo senso, l’esigenza di protezione diventa tanto maggiore proprio per evitare di correre dei rischi così importanti che possono mettere in crisi l’intera stabilità aziendale.

Import/export: un problema di competitività

Il commercio con l’estero infatti, se da un lato apre ad opportunità inimmaginabili, d’altro canto ha in sé sempre dei rischi impliciti e tipicamente il rischio imprenditoriale e il rischio politico.

Il rischio imprenditoriale è connesso alla realtà tipica dell’attività d’impresa che farà sì che se un’azienda vende beni e servizi, comunque si espone al rischio che i clienti ai quali ha venduto questi beni e servizi non possano o non vogliano pagare.

D’altro canto però è anche vero che imporre eccessive condizioni in termini di pagamento quali la corresponsione di anticipi, oppure il pagamento in contanti, oppure ricorrere ai crediti documentari, se è vero che danno maggiore sicurezza, comunque possono rivelarsi un’arma a doppio taglio in quanto possono far perdere di competitività all’impresa stessa nei confronti dei diretti concorrenti.

Non è raro il caso in cui infatti, ci siano concorrenti che si accaparrano clienti proprio perché propongono condizioni di vendita molto più semplificate.

D’altro canto quando si opera nel commercio internazionale, non si può sottovalutare il rischio politico, ovvero il rischio del paese ossia il tener conto dell’area geografica dove si trovano le imprese con cui si intrattengono delle relazioni commerciali in quanto, se questi non hanno la giusta stabilità sia politica che economica, alzano e di molto il rischio degli scambi commerciali e il fatto che le transazioni possano andare a buon fine.

Ecco perché diventa fondamentale per le imprese che interagiscono con i mercati internazionali, cercare delle forme di protezione che le mettano al riparo da questi tipi di rischi.

In questo senso in aiuto è venuto il mercato assicurativo che con la polizza sui crediti all’esportazione, ha creato un prodotto per la copertura dei rischi cui possono andare incontro queste aziende.

Per approfondire consigliamo la visione del seguente video tratto dal canale IC&Partners - YouTube.

I rischi dell'import/export

In effetti bisogna dire che le aziende che operano con l’estero e che sono dedite all’esportazioni di prodotti o alla fornitura di servizi, hanno a che fare con non poche situazioni di pericolo che possono riguardare la tutela dei loro crediti commerciali intesa come il mancato o il ritardato incasso degli stessi.

Queste situazioni possono essere così gravi da arrivare a compromettere l’intera stabilità aziendale proprio perché possono impattare in modo estremamente pesante sulla gestione sia economica che finanziaria dell’impresa stessa.

Ricordiamo in effetti che, tanto il venditore che il compratore in generale, in qualunque transizione di natura commerciale, sono sempre portatori di esigenze contrapposte.

Quella del venditore che deve riuscire ad avere un incasso certo nel tempo più breve possibile e quella del compratore che all’opposto, per poter pagare i beni o i servizi acquistati, deve poter generare dei cash flow positivi.

A tutto questo aspetto fondamentale bisogna aggiungere che, laddove gli scambi e le transazioni avvenissero non solo in ambito nazionale ma anche internazionale, comunque l’intero scambio e le due esigenze contrapposte vengono influenzate da tutta un’altra serie di fattori.

Nelle relazioni commerciali di import/export infatti, bisogna sempre considerare tre aspetti fondamentali che sono la forza con cui il venditore riesce a penetrare all’interno del nuovo mercato di riferimento, il rischio del paese nel quale l’azienda vuole di fatto stabilire nuove relazioni commerciali e poi, cosa non meno importante, bisogna sempre tener conto della forza contrattuale e del grado di conoscenza dei relativi partner commerciali.

Questo vuol dire considerare sempre se si tratta di clienti abituali o di nuovi partner commerciali dai quali possono derivare nuovi fattori di rischio.

Queste considerazioni sono molto importanti e sono considerazioni quanto più possibile da fare a priori in modo tale che si riescano a bilanciare le opposte esigenze che abbiamo sopra menzionato, ma al tempo stesso si riesca a fornire al compratore il miglior trattamento possibile.

Ad esempio questo vuol dire concedere la dilazione di pagamento che viene richiesta, oppure trovare nuovi accordi che rendano la qualità del servizio erogato estremamente valida in modo che si apprezzi notevolmente la competitività dell’impresa sui mercati internazionali, senza però per questo andare incontro a rischi di perdite per ritardato o mancato incasso dei propri crediti.

Impor/export: rischio di Paese e di cliente

In effetti quando si hanno relazioni commerciali con l’estero, oltre alla bravura e alla capacità che un’impresa può avere di penetrare in determinati mercati, bisogna sempre considerare in quali tipi di mercati si decide di intraprendere delle relazioni commerciali, questo perché ovviamente, ci sono Paesi che sono più rischiosi rispetto ad altri.

Se è vero che avere relazioni commerciali con Paesi all’interno dell’area dell’UE oppure con la Svizzera di fatto comporta rischi di paese praticamente nulli, ben diversa può essere la situazione in cui si intraprendessero relazioni commerciali con Paesi extra UE oppure con Paesi OCSE.

In questi Paesi in effetti, in mancanza di particolari forme di garanzia a tutela dei propri crediti quali ad esempio, pagamenti che avvengono attraverso lettere di credito, diventa fondamentale trovare forme di protezione differenti contro il rischio di possibili problemi di natura politica all’interno del paese stesso che ne possano compromettere la stabilità.

In questo senso potrebbe essere estremamente utile una copertura assicurativa contro il rischio paese che può venire in aiutò quando si intraprendano relazioni commerciali con tutti i Paesi che siano politicamente ed economicamente più instabili.

Tuttavia anche se il paese risulta essere un paese estremamente solido, in cui questa tipologia di rischio sia completamente assente perché da sempre considerato sicuro, comunque l’esportatore non risulta essere scevro dal rischio nelle sue transazioni commerciali in quanto risulterebbe sempre esposto al rischio commerciale.

In questo senso e in aiuto viene proprio la copertura assicurativa contro il rischio commerciale che è da prendere maggiormente in considerazione poi quando si intrattengono relazioni commerciali per la prima volta con nuovi clienti per i quali non si sia avuto modo di testare la serietà e la solvibilità in precedenti transazioni commerciali.

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Import/export e copertura assicurativa

In tutte queste situazioni quindi diviene fondamentale ricorrere ad una copertura assicurativa che sia in grado di fronteggiare tutte le possibili situazioni che si possono verificare e dalle quali possono discendere gravi rischi e conseguenze per le stesse imprese.

Nello specifico sarebbe bene ricorrere ad una polizza assicurativa sui crediti ogni qual volta nelle transazioni di tipo internazionale non si possa proteggere i propri crediti in modo differente come ad esempio con il ricorso al pagamento anticipato oppure alla lettera di credito.

In mancanza di queste particolari forme di protezione e in assenza di qualunque forma di assicurazione sui crediti, un’impresa si troverebbe completamente esposta al rischio di non riuscire a riscuotere quanto dovuto o per insolvenza del debitore, o per insolvenza del paese nel quale di fatto si trovi il cliente stesso.

In questo senso dunque la stipula di un’assicurazione dei crediti all’esportazione diventa lo strumento più importante per riuscire a garantirsi la protezione dei rischi cui possono andare incontro le imprese e al tempo stesso riuscire avere la certezza di poter ottenere il saldo dei loro crediti.

Import/export: assicurazione crediti cosa è

In effetti lo scopo di un’assicurazione crediti è quello di offrire protezione ad un’azienda contro due tipi di rischio:

- di insolvenza di un cliente;

- di perdita di interi mercati.

Questo perché nello specifico, un’assicurazione crediti offre sempre determinati tipi di prestazione.

Innanzitutto offre sempre un esame della solvibilità dei partner commerciali così da poterne conoscere in ogni momento la solvibilità e la capacità creditizia della sua clientela.

In questa maniera tutte le possibili insolvenze vengono scovate anzitempo e si possono mettere in essere azioni correttive in modo tempestivo.

Ancora, una polizza di questo tipo interviene anche nella fase di incasso. Infatti, laddove ci fosse una fattura insoluta, la compagnia interviene con una gestione del credito a livello mondiale facendosi carico del suo incasso in qualunque paese o continente.

Non solo, se nonostante tutte le misure preventive esperite dalla compagnia comunque il credito risulta irrecuperabile, allora la stessa compagnia  provvederà al rimborso del credito al venditore stesso, entro la scadenza pattuita.

Quindi un’assicurazione crediti all’esportazione è sicuramente qualcosa di più dell’ordinaria assicurazione crediti che conosciamo, in quanto la sua efficacia è a livello mondiale offrendo una protezione anche all’estero dei crediti aziendali nei confronti dei propri debitori.

Di base queste assicurazioni crediti all’esportazione vengono poi integrate anche con delle coperture contro i rischi politici che appunto aggiungono la protezione contro il rischio paese ossia proteggono dal rischio di possibili guerre, instabilità politiche economiche che possono minacciare il paese in cui si trova il cliente stesso.