Gli ultimi dodici mesi hanno regalato una buona notizia agli automobilisti italiani: una riduzione delle tariffe dell’assicurazione auto con un calo dei premi che è arrivato a toccare percentuali a due cifre.

Quali sono gli elementi che oggi consentono ai consumatori di poter pagare un prezzo più basso rispetto a un anno fa per assicurare i propri veicoli? Il merito di questa rivoluzione nell’ambito dell’assicurazione auto è riconducibile a due fattori: da un lato l’introduzione dell’RC Familiare, dall’altro quello che viene definito l’effetto lockdown.

Assicurazione auto: in cosa consiste l’RC Familiare

Con il provvedimento n. 95 del 14 febbraio 2020, l’IVASS ha dato attuazione all’art. 55-bis del Decreto fiscale (Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124 convertito con modifiche nella Legge n. 157/2019), recante “Misure a favore della competitività delle imprese italiane del settore assicurativo e della produzione di veicoli a motore” ed ha reso operativa una nuova disciplina.

Questa nuova disciplina ha introdotto l’RC Familiare andando a modificare il Codice delle Assicurazioni Private (art. 134) e completando il percorso iniziato con il Decreto Bersani con particolare riferimento al tema della classe di merito per l’assicurazione auto.

In altre parole negli ultimi dodici mesi chi voleva assicurarsi ex novo o semplicemente voleva rinnovare la propria assicurazione auto o moto ha avuto più possibilità di acquisire una classe di merito più conveniente.

Dal Decreto Bersani alla RC Familiare: cosa è cambiato

Nel 2007 il Decreto Bersani introdusse importanti novità in materia di assicurazione auto. 

Primo vantaggio, in caso di sottoscrizione di una nuova polizza, la possibilità di vedersi garantita la stessa classe di merito relativa all’ultimo contratto stipulato (questo sia in caso di acquisto di un’altra auto oltre a quella già posseduta sia in caso di rottamazione del proprio veicolo per comprarne uno nuovo con la condizione dell’ultima polizza in essere scaduta da meno di 5 anni).

Secondo vantaggio il principio della ereditarietà della classe di merito. In base al decreto infatti fu introdotta la possibilità per un veicolo di nuova acquisizione (nuovo o usato) di essere assicurato con la stessa classe di merito di un altro mezzo circolante già assicurato e di proprietà del guidatore stesso o di un familiare convivente. Per poter godere di tale agevolazione il decreto poneva alcune condizioni: il mezzo oggetto dell’assicurazione non doveva essere già stato assicurato a nome del proprietario o di un componente del suo nucleo familiare e i due veicoli dovevano essere dello stesso tipo (auto e auto, moto e moto). 

La legge portò benefici soprattutto per i neopatentati potendo loro ereditare la classe di merito dei genitori con notevole risparmio in termini di premio, considerato che in generale le compagnie individuano per i meno esperti alla guida un rischio più elevato tale da far assegnare loro quasi sempre la quattordicesima classe.

La nuova norma che ha introdotto l’RC Familiare entrata in vigore il 16 febbraio 2020 ha di fatto ampliato il ventaglio dei vantaggi già concessi dal decreto Bersani nel 2007.

In primo luogo decade il vincolo relativo alla tipologia di veicolo: questo significa che l’ereditarietà della classe di merito potrà essere applicata anche tra mezzi differenti, quindi per fare un esempio non solo tra moto e moto ma anche tra una moto e un’auto. Inoltre viene meno anche la seconda condizione: anche solo per il rinnovo di una assicurazione auto già esistente è possibile ottenere una migliore classe di merito, non solo quindi nel caso in cui un mezzo acquistato nuovo o usato vada assicurato per la prima volta.

L’accesso alla migliore classe di merito è consentito però solo se il proprietario negli ultimi 5 anni risulti assicurato continuativamente e senza aver provocato sinistri con responsabilità principale o paritaria (come risulta dall’ultimo attestato di rischio).

Volendo fare un esempio che renda più immediata la modalità di applicazione della legge, l’RC Familiare permette al figlio in dodicesima classe di ottenere anche per il semplice rinnovo della sua polizza la prima classe di merito del padre; consente anche che lo stesso padre ottenga al rinnovo del contratto per la sua moto la classe più bassa maturata sulla polizza della propria auto.

È inoltre possibile cambiare compagnia di assicurazione rispetto a quella della polizza del familiare convivente con la migliore classe di merito, questo per consentire di valutare alternative economicamente valide.

Ovviamente poter ottenere la migliore classe di merito di un familiare non significa vedersi applicare la stessa tariffa. Le tariffe delle coperture assicurative dipendono infatti da una serie di fattori come l’anzianità di guida, la potenza del veicolo e l’anno di immatricolazione.

RC Familiare: quale documentazione occorre presentare

Per dimostrare di appartenere allo stesso nucleo familiare bisogna presentare copia del certificato di Stato di Famiglia. Il documento in questione può essere richiesto all’Ufficio Anagrafe del proprio comune di residenza.

RC Familiare: chi ha risparmiato di più

Un’indagine di Facile.it condotta nel mese di febbraio 2021 ha evidenziato quali sono le categorie che hanno tratto maggiore vantaggio dall’introduzione dell’RC Familiare.

Sono stati analizzati 1.200.000 preventivi ed è emerso che in pole position ci sono gli assicurati delle due ruote: il 23,2% dei motociclisti ha visto praticamente dimezzare il valore medio del premio della polizza sceso da 713 a 357 euro. Per gli automobilisti le percentuali sono ben più contenute, si parla dell’1,67% con un risparmio del 55%. Un figlio appena patentato può tagliare il premio in media di 428 euro saltando dalla quattordicesima direttamente alla prima classe di merito. 

Come mai un divario così ampio? Semplicemente perché con due auto in famiglia, condizione che corrisponde alla media nazionale, c’era già il decreto Bersani a venire in soccorso consentendo di applicare l’ereditarietà della classe di merito tra mezzi dello stesso tipo appartenenti ai familiari conviventi.  È stata l’RC Familiare ad estendere il vantaggio anche alle due ruote, cioè a veicolo di tipologia diversa, ed ecco il perché del suo successo in questo campo. 

RC Familiare: quanto si risparmia

L’indagine di Facile.it realizzata su Milano Roma e Palermo ha evidenziato per l’RC Auto un risparmio medio del 56% a Milano, del 53% a Roma e del 51% a Palermo. Per l’RC Moto del 44% a Palermo, del 43% a Milano e del 42% a Roma.

Con riferimento all’andamento nelle varie regioni della penisola l’analisi evidenzia per che quelle che hanno cercato di sfruttare maggiormente le opportunità offerte dalla soluzione RC Familiare auto sono state Campania, Liguria e Molise. Per quanto riguarda l'Rc moto Calabria, Campania e Puglia.

RC Familiare: chi è escluso dal beneficio

È escluso dai vantaggi dell’applicazione dell’RC Familiare chi possiede solo un veicolo ed è già in prima classe e chi nei 5 anni precedenti ha causato un sinistro con responsabilità principale o paritaria (quasi 1,2 milioni di individui nel 2019).

RC Auro Familiare: se l’attestato di rischio ha meno di 5 anni

Molti italiani si sono visti rifiutare dalle compagnie assicurative la richiesta di applicare la RC Familiare perché il loro attestato di rischio aveva meno di 5 anni: in pratica parliamo dei neopatentati, guidatori meno esperti, cioè proprio quelli che avrebbero dovuto accedere ai vantaggi della norma. Questa interpretazione alla lettera è stata applicata dalle compagnie approfittando di un testo non sufficientemente esaustivo.

Sul tema, dando seguito ad una serie di segnalazioni, è intervenuto l’IVASS con avviso del 15 febbraio scorso suggerendo che sarebbe opportuno modificare le legge specificando che per tutelare i consumatori il beneficio andrebbe riconosciuto anche se l’attestato di rischio presentato fosse inferiore ai 5 anni, purché immacolato in materia di sinistri.

L’Effetto Lockdown e il calo dei premi dell’Assicurazione Auto

Oltre all’RC Familiare anche il lockdown ha prodotto i suoi effetti sul progressivo calo delle tariffe dell’assicurazione auto registrato negli ultimi dodici mesi: il fermo forzato di autoveicoli e motoveicoli ha spinto le compagnie di assicurazione a ritoccare i premi considerata l’impossibilità di farne uso a causa delle restrizioni alla circolazione.

Un osservatorio di AltroConsumo effettuato sulle città di Milano, Roma, Napoli e Palermo ha evidenziato come a marzo del 2020, complice la comparsa dei primi effetti della pandemia con un lockdown che ha interessato tutta Italia, la riduzione dei prezzi delle polizze RC Auto oscillasse intorno al 3,5% su base nazionale. 

L’ondata pandemica ha condizionato i consumatori che di fronte al divieto di libera circolazione sono stati scoraggiati rispetto all’idea di acquistare auto o veicoli. Questo ha determinato una riduzione del numero di nuove polizze stipulate (-26%). Ad incidere sia la flessione delle nuove immatricolazioni (-85%) sia la riduzione dei passaggi di proprietà (-62%). 

Nei mesi successivi, in corrispondenza di quella che è stata identificata come fase due dell’emergenza sanitaria, i prezzi hanno continuato nella loro discesa anche grazie agli sconti che molte compagnie hanno applicato in occasione dei rinnovi arrivando ad una riduzione del 2,8 dei ciclomotori, del 3,8% per le auto e del 4,5 per i motocicli. In qualche modo questi sconti sono stati giustificati dal fatto che la limitazione della mobilità non ha consentito l’uso dei veicoli e ha ridotto sensibilmente il numero dei sinistri.

L’entrata in vigore dell’RC Familiare nel febbraio 2020 ha fatto la sua parte ed esattamente un anno dopo, a febbraio 2021, la riduzione del premio medio ha toccato la percentuale del 13,5% in meno rispetto allo scorso anno.

Assicurazione Auto: rischio risalita premi nel 2021

Nonostante si possa affermare che oggi assicurare un veicolo costi in media 72 euro in meno rispetto allo scorso anno, non si può nascondere che la curva dei premi sia tornata a salire, anche se per una percentuale contenuta, pari all’ 1,44%. L’indagine di Facile.it infatti ha evidenziato, oltre al trend su base annua, l’inversione di tendenza che dal mese di febbraio 2021 ha interessato alcune regioni, in particolare Valle d'Aosta, Marche e Toscana.

Si temono dunque rincari per i prossimi mesi, ma non è possibile fare previsioni attendibili considerato lo scenario particolarmente instabile e complesso a causa della persistenza della pandemia che potrebbe ancora influire sulla mobilità in termini di restrizioni.