Lo sviluppo esponenziale delle offerte online di polizze assicurative RC auto ha sicuramente creato un terreno fertile per truffe e truffatori.

Le truffe assicurative online continuano ad aumentare di anno in anno L’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, nel 2017 registrava 50 siti web fraudolenti bloccati e segnalati, passati a 241 nel 2020.

Una tendenza crescente preoccupante che spesso costringe il consumatore anche meno sprovveduto a prestare grande attenzione e purtroppo a diffidare anche laddove non c’è traccia di truffa.

Le tecniche dei raggiri sono più o meno sempre le stesse: prezzi scontati, messaggi pubblicitari ambigui, assonanze con i nomi delle compagnie assicurative, offerte su WhatsApp e social, pagamenti su carte prepagate. Anche le conseguenze per l’automobilista sono sempre le medesime: consegnare il denaro a perfetti sconosciuti e rischiare di viaggiare su un veicolo scoperto da assicurazione.

Ce ne dà una dimostrazione pratica Diego Santi, un brillante YouTuber che nel suo canale, fingendosi uno sprovveduto consumatore che deve rinnovare la propria assicurazione auto, documenta in diretta il tentativo di truffa.

Merita seguire il suo video, perché in quella stessa situazione potremmo davvero trovarci tutti. Vediamo allora cosa è successo.

La truffa sull’assicurazione RC auto descritta da Diego Santi

Quella scoperta da Diego Santi, e documentata nei dettagli sul suo canale YouTube, è forse una delle truffe più immediate che possiamo incrociare sulla nostra strada di automobilisti. Tanto chiara e lineare da non lasciarci nemmeno il dubbio che stiamo per essere truffati.

La chiave di lettura dell’inganno la troviamo nel fatto di avere immediatamente a che fare con il truffatore stesso. Senza intermediari e sempre cortese e disponibile.

Tutto parte dalla necessità di rinnovare una semplice polizza auto in scadenza. Il cliente cerca su Google il nome della propria compagnia, e fra i primi risultati trova il numero di cellulare di un broker assicurativo. La presentazione online dell’intermediario, però, già dalle prime battute si rivela poco chiara, tanto da insospettire il cliente e condurlo a segnalare il caso a Diego Santi.

Fingendosi un consumatore sprovveduto, Diego Santi ha contattato il truffatore che si è reso subito disponibile a un rinnovo, entro poche ore e senza avere la minima idea dei precedenti rapporti intercorsi con la reale compagnia assicurativa.

Le trattative procedono allora sia telefonicamente che via WhatsApp, con Diego Santi che sempre fingendosi ingenuo si informa sulle modalità di pagamento e su come ottenere il tagliando assicurativo. Dall’altra il truffatore cerca in ogni maniera di ottenere qualche dato dell’automobilista (nominativo e targa veicolo).

Il video procede descrivendo nei dettagli tutti i passaggi della trattativa, anche riportando interi brani di conversazione in diretta. L’obiettivo finale del truffatore è convincere l’assicurato a recarsi prima possibile alla più vicina ricevitoria Sisal ed effettuare il pagamento del rinnovo della polizza. Ottenuto il versamento sarebbe stata sua cura inviare il tagliando della nuova polizza, riportante i dati corretti di proprietario e autoveicolo, ma del tutto falso.

Il risultato sarebbe stato dunque un pagamento che non avrebbe condotto a nessun rinnovo della polizza, con tanto di invio di un tagliando privo di valore e tutte le conseguenze di una conduzione del veicolo privo di copertura assicurativa.

In conclusione, messo alle strette e reso edotto dalla vera ragione della telefonata, il truffatore una volta scoperto, abbandona i propri intenti e scompare con un semplice ‘Buonasera’.

Questo è il video di Diego Santi:

Ciò che qui è utile ricordare però, è la strategia adottata dal truffatore, che viene adottata in maniera invariata da molti altri soggetti online con le stesse intenzioni criminali.

Come funzionano le truffe online sull’assicurazione RC auto

Attraverso annunci a pagamento su Google i truffatori posizionano alla cima dei risultati delle ricerche i loro siti web.

Attraverso assonanze e somiglianze con i nomi delle compagnie assicurative che operano legalmente, riescono a trarre in inganno i consumatori alla ricerca della propria compagnia. Talvolta utilizzano anche loghi e immagini che richiamano immediatamente la vera compagnia assicuratrice che affermano di rappresentare.

In genere si presentano come consulenti o intermediari delle vere assicurazioni, e dopo essere stati contattati telefonicamente, spingono l’automobilista a effettuare il pagamento della polizza per poi inviare un finto tagliando comprovante una copertura inesistente.

Come ricorda il Quotidianonazionale.it, attraverso la targa e i dati forniti dal cliente, riescono ad accedere alle banche dati e a fonti pubbliche, e dalla loro consultazione individuare un prezzo scontato che l’automobilista preferirà sicuramente rispetto ad altre offerte.

Ma ci sono elementi comuni adottati dai truffatori facilmente riconoscibili? Lo vediamo subito.

Come riconoscere una truffa sull’assicurazione auto?

Come nella stragrande maggioranza delle truffe online, lo strumento su cui i malintenzionati fanno leva è sempre e solo uno: l’ingenuità del consumatore.

Quest’ultima, supportata da cortesia e disponibilità, offerte economiche vantaggiose e la possibilità di incorrere in inconvenienti se non si adottano i consigli suggeriti, è da sempre la via principe di accesso che i truffatori cercano in ogni occasione.

I truffatori delle compagnie assicurative, solitamente fanno ricorso a siti web costruiti per questo fine preciso, e riconoscibili per alcune caratteristiche ricorrenti:

  • In genere sono costituiti dalla sola pagina principale e poche altre. Sono essenziali e scarni. Riportano pochissime informazioni, e tentano di ingannare il visitatore riproducendo nomi, loghi e altri elementi distintivi che dovrebbero rimandare alle vere compagnie assicurative apparentemente rappresentate.
  • I contatti di solito consistono in numeri di cellulare e in indirizzi email forniti da provider gratuiti. I numeri fissi solitamente non sono funzionanti, e viene sottolineato l’invito a utilizzare WhatsApp.
  • Le polizze offerte sono spesso temporanee.
  • Dalla pagina principale vengono richiesti i dati personali e di contatto del consumatore e i dati del veicolo da assicurare.
  • I metodi di pagamento richiesti dai truffatori in genere ricorrono alla ricarica su carte prepagate o carte di credito ricaricabili.

L’intermediario o broker assicurativo deve essere sempre in grado di fornire gli estremi della propria registrazione all’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

Come ricorda lo stesso Istituto dalle proprie pagine web, un profilo Facebook, o di qualunque altro social, oppure un sito internet che non riporti un indirizzo della sede legale fisica, un telefono fisso, un indirizzo di posta certificata, i dati identificativi dell’intermediario e il numero e la data di iscrizione al Registro Unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi, appartiene sicuramente a un soggetto che opera illegalmente.

L’Ivass, sul proprio sito web, pubblica mensilmente l’elenco aggiornato dei siti truffa delle assicurazioni false e non in linea con le disposizioni appena viste.

Il 22 dicembre 2021, l’Ivass ha segnalato 10 siti internet irregolari che utilizzano strategie simili a quelle appena descritte. Eccoli qua:

  • www.agenziaquixa.com
  • alfa.broker.it
  • assicura-lapoint.com
  • assicurapergiorni.net
  • www.clientiassicurazioniprima.com
  • daba-online.com
  • www.fmbroker.eu
  • iltuopartnerassicurativo.it
  • moto-broker.com
  • saronniassicurazioni.com.

L’Ivass sottolinea che tutte le polizze assicurative distribuite dai siti elencati sono false e i relativi veicoli non risultano assicurati, esponendo i titolari alle conseguenze relative alla circolazione su strada con veicoli privi di copertura assicurativa.

Cosa si rischia circolando senza assicurazione RC auto?

Abbiamo visto che è relativamente facile imbattersi in un truffatore pronto a rilasciarci una polizza assicurativa falsa priva di qualsiasi valore legale, in cambio di denaro. 

Secondo quanto disposto dall’art. 193 del Codice della Strada, le conseguenze di una simile posizione possono essere davvero pesanti per l’automobilista.

In caso di controllo delle forze dell’ordine si rischia una sanzione che varia da 866 a 3464 Euro, l’immediata cessazione della circolazione del veicolo che sarà prelevato da un carro attrezzi e la decurtazione di 5 punti dalla patente

Nel caso di rinnovo della polizza, l’importo della sanzione è ridotto del 50% se il premio viene pagato nei quindici giorni successivi alle ore 24 del quindicesimo giorno dopo quello di scadenza. Stesso sconto applicato del 50% sulla sanzione se entro 30 giorni dalla contestazione si provvede alla demolizione del veicolo.

Ben più importanti le conseguenze per l’automobilista sorpreso a guidare un veicolo privo di assicurazione per almeno due volte nell’arco di due anni. In caso di recidiva l’ammontare della sanzione è raddoppiato, alla quale si aggiungono la sospensione della patente da uno a due mesi, e il fermo amministrativo del veicolo per 45 giorni a partire dalla data in cui si è pagata la sanzione e si è riattivato un contratto assicurativo di almeno 180 giorni.

La restituzione del veicolo sarà poi subordinata al pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia relative al sequestro e al fermo amministrativo.

Le stesse regole valgono anche per i veicoli non circolanti ma parcheggiati su un'area pubblica.

Infine, ricordiamo che in assenza di copertura assicurativa, chi provoca un incidente stradale è tenuto a risarcire in proprio i danni causati a terzi.