Quante volte avete preso seriamente in considerazione il concetto di rischio?

Secondo una recente indagine dell'Ivass, gli italiani sembrerebbero predicare bene ma razzolare altrettanto male.

Ovvero, come ben fotografa il Corriere della Sera

"Assicurazioni, agli italiani non piace il rischio ma le polizze (per molti) restano un mistero."

Basta riflettere su un semplice dato: il nostro è un Paese soggetto sempre di più ad eventi catastrofali, quali alluvioni, tombe d'aria, inondazioni, terremoti, etc. Ebbene, solo tre anni fa, l'Ania, tramite la propria figura di riferimento, ovvero la D.ssa Maria Bianca Farina, snocciolava dati preoccupanti:

"In Italia il 78% delle case è esposto a pericoli catastrofali e solo il 3% è assicurato."

L'italiano quindi, percepisce ma non agisce.

Assicurazioni: gli italiani, popolo di fatalisti

Quale è il significato del termine assicurazione

Ce lo illustra direttamente l'art. 1882 del Codice civile:

"L'assicurazione è il contratto col quale l'assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana."

Assicurandoci, quindi, paghiamo un premio per tutelarci da un evento avverso che potrebbe colpire la nostra persona, la nostra casa, il nostro patrimonio. Il premio è il prezzo per il rischio che trasferiamo ad altri (assicurazione).

Eppure, nonostante l'assioma sembri semplice, l'italiano ha sempre la percezione che questi eventi possano capitare ad altri, ma non a se stesso. Impietosi alcuni dati emersi dall'indagine Ivass e riportati dal Corriere:

"Se oltre il 76,7% degli italiani ritiene che la salute sia da tutelare, solo il 10,6% si assicura contro malattie e solo il 20,2% contro gli infortuni, come se questi eventi negativi dovessere succedere sempre agli altri e non a noi."

Siamo dunque un popolo di ottimisti? Di fatalisti? O semplicemente di sprovveduti?

Assicurazioni: gli italiani preferiscono il gioco d'azzardo

L'ultima ricerca pubblicata da Ania e riassunta da Assiteca, ha evidenziato come, nel 2020, la spesa nel nostro Paese per le polizze ramo danni, in totale (comprese le polizze obbligatorie per legge), ha toccato quota 38 miliardi di euro. Nello stesso anno, come evidenzia un articolo di avvenire.it:

".....gli italiani hanno speso in azzardo più di 80 miliardi di euro......"

Gli stessi italiani che, come riportato da un articolo de ilfattoquotidiano (che cita l'ultima statistica di Banca d'Italia):

"A giugno 2021, secondo l'ultima statistica di Banca d'Italia, le famiglie italiane avevano depositato sui conti correnti 1.131 miliardi, 64 miliardi in più rispetto a giugno 2020".

Quindi, riassumendo: l'italiano dice di percepire il rischio, ma fa poco o nulla per tutelarsi. Accumula risparmi e li lascia parcheggiati sui conti correnti (a rendimento zero) pensando che con essi potrà far fronte ad eventuali emergenze ed eventi negativi (senza però avere l'esatta percezione dell'impatto che questi potrebbero avere sulla propria vita). Essendo fatalista, l'italiano preferisce tentare la sorte al gioco, piuttosto che "investire" quei soldi sulla propria persona o sui propri beni

Assicurazioni: una casa è per sempre (salvo imprevisti)

In Italia, dalla notte dei tempi, la casa è un qualcosa di sacro. Con sacrifici enormi, milioni di persone hanno investito lavoro e sudore per acquistare quello che, per la nostra mentalità, è il bene più prezioso. Proprio qui, però, scatta il paradosso: se la casa è il bene più prezioso, perchè, dopo averla comprata, non viene immediatamente stipulata una assicurazione a salvaguardia del proprio investimento?

Alluvioni, terremoti, sono sicuramente gli eventi più dannosi, ma non gli unici. I recenti avvenimenti accaduti a Torino e Milano, tanto peri citare un paio di esempi, dovrebbero aver fatto allertare le antenne. Basta un nonnulla a scatenare un incendio. La casa e ciò che essa contiene, possono andare distrutte nel giro di poche ore. Stesso discorso se si verificano altri eventi atmosferici di particolare intensità, o se ad esempio cade un fulmine proprio sulla nostra testa.

Assicurazione casa: i danni a terzi chi li paga?

Che cosa dire, poi, se per caso, una tegola si stacca dal nostro tetto e colpisce il passante che in quel momento sta transitando per la via, magari colpendolo mortalmente? Vi siete mai posti il problema? Avete mai pensato a quanto potrebbe costarvi un evento simile?

Potreste ritrovarvi senza casa e senza soldi, se per esempio la vostra abitazione prendesse fuoco e provocasse danni alle case adiacenti. 

Non varrebbe quindi la pena di mettersi l'anima in pace e fare quanto possibile per perevenire situazioni estreme? Oppure "Casa, dolce casa", è solo un fantomatico modo di dire?

Fermarsi a riflettere su queste poche righe, su alcuni quesiti che ognuno dovrebbe porsi e che, ogni assicuratore, dovrebbe proporre:

"Come sarebbe per te se… uscissi di casa adesso e non potessi più tornarci… perché perdi la vita, perché scoppia un incendio al piano di sotto, perché un terremoto la distrugge…Cosa potrebbe esserti di aiuto se una di queste cose ti accadesse davvero oggi? Come ti sentiresti se tu potessi averla adesso? Cosa ti impedisce di averla? E cosa puoi fare per averla?"

Assicurazioni auto: obbligo o verità?

L'assicurazione RC auto o RCA è obbligatoria per legge. Che cosa è, nello specifico? Vediamo la definizione:

"La polizza RCA è il contratto assicurativo stipulato con la compagnia di assicurazione che copre i danni involontariamente causati ad altri quando si usa l'auto."

La legge ci impone questa forma di tutela a favore dei terzi (persone, cose) cui potremmo cagionare danni guidando la nostra autovettura. Essendo un obbligo, pur storcendo il naso, la maggioranza degli italiani adempie a questo dovere.

Il consiglio è quello di scegliere sempre un massimale elevato, onde evitare di trovarsi nelle condizioni di dover tirare fuori soldi di tasca propria. Un incidente mortale o che coinvolga persone o cose di ingente valore, può rivelarsi devastante per le proprie finanze, in assenza di adeguata copertura assicurativa. Per pochi euro in più di costo annuo, ne vale sicuramente la pena. 

Occhio anche alle rivalse e alle clausole particolari, quali ad esempio formula basate su guida ad opera di conducenti esclusivi, esperti o designati. Verificate sempre le franchigie.

Non ci sono solo i danni a terzi però. Possiamo subire noi stessi danni, o li può subire il nostro veicolo.

Vediamo quali possono essere le principali garanzie accessorie alla RCA di legge per tutelarci.

Assicurazioni auto: le garanzie accessorie

Mentre viaggiamo, una pietra può colpire il parabrezza e mandarlo in frantumi. Se abbiamo la garanzia "cristalli" (che costa poche decine di euro) possiamo evitare di spendere centinaia di euro per sostituirlo. Di norma non ci sono franchigie a nostro carico se ci rivolgiamo ai centri convenzionati mentre possono esserci scoperti e franchigie se scegliamo una diversa soluzione.

Mentre siamo per strada, si scatena una violenta tromba d'aria o una grandinata di quelle epocali. Ecco che la copertura "eventi naturali - grandine" risolve il problema, consentendoci di poter riparare l'auto anche a costo zero (rivolgendoci ai circuiti indicati dalla nostra assicurazione). In caso contrario, scoperto e franchigia sono comunque a nostro carico. Questa garanzia, a livello di costo, sta lievitando negli ultimi anni, stante il proliferare di eventi atmosferici dannosi.

Stesso discorso per i cosiddetti "atti vandalici", ovvero quei fastidiosi danneggiamenti alla nostra auto con punteruoli, chiodi, cacciaviti, etc. In tal caso è necessario innanzitutto denunciare la cosa all'autorità e poi fare denuncia all'assicurazione. Di norma, c'è sempre uno scoperto e una franchigia a nostro carico.

Incendio e furto sono garanzie abbinate tra loro, calcolate proporzionalmente al valore dell'auto, all'installazione di antifurto o meno, al ricovero in garage o all'aperto e ad altri possibili fattori. Il costo non è elevato (a meno che non si tratti di auto di un certo valore) e, di norma, è possibile eliminare sia lo scoperto che la franchigia. Anche in questo caso, occorrerà la denuncia all'autorità competente per l'apertura della pratica assicurativa.

Una delle garanzie più utili e meno costose è sicuramente la cosiddetta "assistenza", ovvero il carro attrezzi. Se si ferma l'auto, sono guai. Se non si dispone della garanzia e si deve chiamare qualcuno per farsi trainare l'auto, si possono superare facilmente i 100 euro. La garanzia invece, che costa tra i 20 e i 30 euro (solitamente) e opera tramite circuito convenzionato, permette di far trainare l'auto sino all'officina autorizzata più vicina (con limiti di chilometraggio che variano da compagnia a compagnia). 

E se, a seguito di un incidente, riportiamo lesioni oppure addirittura muoriamo?

Assicurazioni: infortuni conducente 

Ben peggiori dei danni al nostro veicolo, sono le conseguenze che possono esserci per la nostra incolumità a seguito di un incidente, ma non solo. Dalle lesioni personali, sino alla morte, sorgono problemi di varia natura per noi o per i nostri cari.

Ecco perchè è consigliabile sempre stipulare la polizza infortuni del conducente. In caso di incidente con torto infatti, la compagnia assicurativa non risponde degli eventuali danni fisici riportati da chi era alla guida del mezzo. La polizza può essere abbinata alla persona o alla targa. Nel primo caso assicura la persona indipendentemente dal veicolo che guida, nel secondo caso copre chiunque sia alla guida della targa assicurata.

Importante è verificare che sia previsto anche il rimborso delle spese mediche e di riabilitazione e/o fisioterapia. Spesso un incidente non lascia postumi invalidanti, ma obbliga chi lo ha subito a sostenere costi anche non indifferenti per le spese mediche.

Normalmente il costo di una polizza simile è di poche decine di euro, ma, ovviamente, varia in base alle garanzie, ai massimali assicurati e alle eventuali franchigie presenti.

E se volessi una copertura che tuteli i miei eredi, invece, in caso di evento estremo?

Assicurazioni: vita e morte

In caso di evento estremo, ovvero il decesso, i problemi ricadono tutti sulle spalle di chi resta. Ecco perchè, un atto di sensibilità e di amore verso i nostri cari, è sicuramente quello di sottoscrivere una polizza vita o una polizza caso morte. In entrambi i casi si lascia una somma di denaro agli eredi, anche se con modalità differenti.

Nel caso di polizze sulla vita, viene versato un premio unico oppure ricorrente che, investito in modalità diverse, tende a creare un capitale nel tempo. Nel caso di decesso dell'assicurato, saranno gli eredi a beneficiare di quanto maturato sino alla data nefasta.

Nel caso di polizze caso morte, dette anche TCM, si assicura un capitale stabilito, per un tempo definito. Se nel corso della durata del contratto l'assicurato dovesse decedere, il capitale assicurato in polizza verrebbe erogato ai beneficiari indicati nella stessa.

Mentre nel caso di polizze vita, le somme versate verranno riscosse o dall'assicurato o dai beneficiari, nel caso di TCM, se non si verifica l'evento (morte) nel corso del contratto, i premi pagati, sono stati versati a "vuoto" (di contro, però, la buona notizia è che l'assicurato è ancora in vita).

Facendo proprie le riflessioni di Platone sulla morte, ovvero del filosofo che

"che è capace di vedere l'intero"

ognuno di noi può trarre un positivo insegnamento: essere in grado di guardare oltre, pensando in prospettiva e mettendo al riparo noi stessi e le nostre famiglie dai rischi che il destino ci mette sul cammino. Ragionare come se la vita fosse un "gratta e vinci" può rivelarsi molto pericoloso, se non letale.