Da anni, l’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) propone l’obbligatorietà dell’assicurazione per coprire danni agli immobili in caso di eventi climatici. Per le case, l’assicurazione obbligatoria contro i danni del maltempo resterà una proposta o verrà inserita in Manovra? I consumatori temono che dietro questa proposta di assicurare gli immobili contro i danni del maltempo o di altre catastrofi naturali possano nascondersi speculazioni. Il dibattito continua: di certo, i consumatori rispondono “Giù le mani dai portafogli”. E’ tempo di far passare la proposta o resta un’ipotesi? Cosa c’è di vero?

Case, assicurazione obbligatoria contro i danni del maltempo per allinearsi agli altri Paesi europei

Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, di recente ha chiesto di aprire un dibattito riguardo alla proposta (che si trascina da anni) sull’assicurazione contro i danni causati dalla crisi climatica da rendere obbligatoria inserendola direttamente nella Manovra. Con questa proposta, l’Italia sarebbe in linea con le normative degli altri Paesi europei. Peccato che i consumatori non riescono a digerirla e chi li difende non si risparmia in critiche e polemiche nei confronti di questa possibile misura assicurativa. Non si è discusso al G20 o alla Cop26 di assicurazione obbligatoria sulla casa contro gli eventi catastrofali. Il dibattito interessa da molto vicino soprattutto i consumatori che iniziano a fare i conti con gli effetti dei cambiamenti climatici. Per ora, l’assicurazione obbligatoria resta una proposta, ma i cittadini dovrebbero iniziare a chiedersi quale opzione scegliere tra queste due: sottoscrivere un’assicurazione contro i danni del maltempo e di catastrofi naturali spendendo in media 130 euro all’anno (secondo i dati Ivass) o lasciare al Governo il compito di future ricostruzioni (tempi e costi permettendo) restando senza assicurazione.

Assicurazione contro maltempo e catastrofi naturali: i rischi in Italia

Come detto, la proposta da parte dell’Ania di inserire l’assicurazione obbligatoria per gli immobili contro i danni del maltempo e catastrofi naturali non è recente. E’ stata proposta in passato dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ma tutto resta fermo, il dibattito è ancora aperto e viene rinnovato oggi. Perché si insiste su questa proposta di obbligatorietà? Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, già 5 anni fa (nel 2016), aveva richiesto di non lasciare facoltativa la copertura assicurativa degli immobili, di renderla obbligatoria, senza che i proprietari potessero scegliere per libera iniziativa. Secondo Farina, la scelta facoltativa è un rischio in Italia. Perché?

I dati statistici parlano chiaro: il nostro Paese, in termini di eventi catastrofali, è uno dei più colpiti in Europa. La presidente dell’Ania ha evidenziato che, nell’arco di 20 anni, i danni dovuti a maltempo ed eventi ‘catastrofali’ sono costati la bellezza di 58-60 miliardi di euro. Un paio di anni fa, la deputata Michela Rostan ha depositato una proposta di legge chiedendo l’assicurazione obbligatoria sulle case da portare in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi. Ha chiesto di far pagare l’assicurazione obbligatoria solo a chi possiede un immobile sintetizzando il concetto con uno slogan: “Pagare tutti per pagare meno”.

Case, assicurazione obbligatoria contro maltempo ed eventi catastrofali: cosa rispondono i consumatori?

I consumatori percepiscono l’assicurazione obbligatoria sugli immobili contro i danni del maltempo e di catastrofi naturali come l’ennesima tassa sulla casa. La definiscono “una misura vergognosa” che nasconde il rischio di speculazioni da parte delle compagnie assicurative. Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit, ha espresso il suo pensiero in merito sottolineando che l’assicurazione obbligatoria contro gli eventi catastrofali andrebbe ad arricchire le casse delle compagnie di assicurazione senza, peraltro, tutelare i cittadini.

Perché imporre al cittadino di pagare per l’assenza di prevenzione sul territorio da parte dello Stato ed il mancato controllo? I danni dovuti alla crisi climatica devono pagarli i consumatori? Verificare ed intervenire sul dissesto idrogeologico è una responsabilità dello Stato che non può essere deresponsabilizzato sul controllo del territorio. E’ un impegno dello Stato cui è tenuto soprattutto in vista degli eventi catastrofali futuri dovuti al cambiamento climatico che, anno dopo anno, dovrebbero risultare sempre più comuni.