Fare impresa in Italia è diventato con il tempo davvero sempre più complicato.

Qualunque sia il settore in cui si va ad esercitare la propria attività, qualunque sia il mercato al quale ci si rivolge, nazionale o internazionale, comunque diventa fondamentale porre in essere una serie di azioni che possano quanto più possibile mettere al riparo l’azienda da situazioni di pericolo.

È vero che la nostra economia ha potuto contare da sempre su un sistema di piccole e medie imprese che hanno costituito l’ossatura del nostro sistema industriale e reso il nostro Made in Italy motivo di vanto e punta di eccellenza dele nostre esportazioni, però è anche vero che mai come negli ultimi periodi la situazione è stata tale per cui una forte crisi economica si è abbattuta sul nostro sistema produttivo e non solo.

La crisi pandemica ha sconvolto gli equilibri dei mercati a livello mondiale e oggi più che mai diviene fondamentale da parte di imprenditori e dei credit manager porre in essere delle azioni che mettano quanto più possibile al riparo i bilanci aziendali dalle possibili conseguenze negative che questa situazione può comportare.

È evidente che il rincaro delle materie prime, il rallentamento delle supply chain prodotto dalla pandemia all’indomani dell’allentamento delle restrizioni, sono state il volano per una spirale inflazionistica che ha fatto sentire pesantemente i propri effetti a livello planetario, portandosi da fenomeno temporaneo a fenomeno strutturale con aumenti che hanno riguardato sempre di più anche i beni di uso comune.

Non solo, il conflitto ucraino ha provocato ulteriori rincari nel costo delle materie prime con la conseguenza che a tutt’oggi, ancora molte impese sono in sofferenza.

La concomitanza di questi eventi comunque inaspettati ha fatto sì che molte imprese si trovassero in difficoltà, altre chiudessero definitivamente i battenti con conseguenze che ovviamente si ripercuotono a livello generale.

Si pensi direttamente a coloro che lavorano all’interno delle aziende, ma anche a tutto l’indotto che queste aziende alimentano.

A fronte di tante aziende chiuse ci saranno altrettanti e sicuramente anche di più fornitori che non riusciranno mai a recuperare i loro crediti magari per forniture o per lavori che sono stati già eseguiti e portati a termine.

Ma la situazione è perfettamente speculare se esaminata dal punto di vista dell’impresa stessa. Purtroppo è una situazione che si ripete nel corso dei cicli economici e ad oggi, non esiste un modo che sia definitivo e totale per eliminare il rischio di impresa.

Assicurazioni sui crediti, ecco perché sono utili

D’altro canto però il mondo del commercio appare a tutt’oggi una realtà estremamente delicata in cui le vicende di alcuni possono di fatto portare a delle conseguenze sulle vite di molti.

Non solo, molte volte le imprese non hanno neanche gli adeguati strumenti per far sì che possano difendere i loro diritti, ecco perché spesso si trovano completamente esposte al rischio di insolvenza dei loro clienti, rischio cioè di non poter in alcun modo recuperare i propri crediti.

Purtroppo questa dinamica esisterà sempre e, che ci piaccia o meno, non esiste un modo definitivo per annullare totalmente il rischio d’impresa, così come il rischio per il dipendente.

Ovvio che se questi rischi, quello d’impresa e quello per il dipendente, non possono essere eliminati, l’unica cosa che un’impresa può fare è tentare di proteggersi adeguatamente allo scopo di contenere e ridurre al minimo l’impatto di questo tipo di rischi.

Ancora una volta in soccorso di queste esigenze è intervenuto il mercato assicurativo che ha predisposto dei prodotti che consentano alle imprese di poter operare con una maggiore tranquillità.

Si tratta delle assicurazioni sui crediti, polizze che hanno lo scopo di offrire copertura e tutela alle imprese consentendole di fronteggiare il rischio di eventuali insolvenze della propria clientela senza per questo dover andare incontro ad un possibile fallimento.

Cerchiamo dunque di comprendere meglio che cosa è questa assicurazione sul credito e spieghiamo perché essa costituisce un prodotto assicurativo molto particolare.

Per approfondire vi invitiamo a vedere il seguente video tratto dal canale MG BROKER assicurazione Crediti e cauzioni - YouTube.


Come funzionano 

Abbiamo visto che per l’impresa, mai come in questo periodo, proteggere i propri crediti equivale a proteggere la sua stessa sopravvivenza e la sua capacità di produrre reddito in un orizzonte temporale di lungo periodo.

E proprio in questo senso le assicurazioni sui crediti costituiscono per le aziende le giuste risposte a questo bisogno di protezione, in quanto sono delle polizze che stipulate per proteggere i crediti aziendali, consentono di mettere al riparo l’impresa stessa da diversi rischi, primo fra tutto quello di insolvenza dei propri clienti ovvero dei propri debitori.

L’assicurazione sui crediti offre questo tipo di copertura dietro sempre il pagamento di un premio fisso su base annua che viene definito in una percentuale del fatturato aziendale.

Non è raro trovare anche polizze gestite a premio semestrale anche se in questo caso il suo importo risulta essere non più fisso, ma variabile in relazione all’andamento nel tempo del fatturato stesso.  

Polizze particolari

In effetti bisogna dire che le assicurazioni sui crediti costituiscono un ramo specifico dell’attività assicurativa, nel dettaglio il ramo 14 del settore danni, che ha delle caratteristiche di funzionamento del tutto peculiari e dettagliate.

Innanzitutto va sottolineato che non tutte le compagnie possono vendere polizze assicurativo di questo tipo, ma possono farlo solo quelle specializzate esclusivamente in questo settore e che a tal fine sono state espressamente autorizzate.

Proprio per questo aspetto anche le polizze sui crediti hanno delle caratteristiche tipiche.

Lo scoperto assoluto

Queste assicurazioni abbiamo detto che nascono con lo scopo di proteggere un’impresa da rischio di insolvenza dei propri debitori e purtuttavia nonostante questo, sono polizze caratterizzate dalla presenza di quello che viene definito in termini tecnici, uno scoperto assoluto.

Tale scoperto è di base quantificabile in una percentuale variabile tra il 10% e il 20% del totale dei crediti esistenti in portafoglio.

La presenza di questo scoperto farà si che, a fronte dell’insolvenza, l’importo del risarcimento della compagnia comunque non corrisponderà al totale dei crediti vantati ma ad una percentuale variabile rispettivamente tra l’80% e il 90%.

Assicurazioni sui crediti: polizze con franchigie e su attivazione

Altro aspetto particolare di queste polizze è che prevedono quasi sempre la presenza di clausole di franchigia definite in modo tale da andare a limitare ulteriormente l’ammontare del danno risarcito dalla compagnia.

In aggiunta bisogna dire che queste assicurazioni sono coperture la cui garanzia non scatta in modo automatico per effetto dell’insolvenza del debitore, ma deve essere attivata ogni qualvolta si verifichi l’insolvenza dello stesso.

Quindi per effetto di questo meccanismo, sarà necessario che tutte le volte che si verifichi il mancato pagamento di un credito da parte di un debitore, l’azienda stessa debba rivolgersi alla compagnia di assicurazione e richiedere in modo specifico la copertura del proprio credito.

Questa copertura bisogna dire che va a soddisfare non solo l’ammontare del credito rimasto insoluto, ma anche tutte le spese che si siano rese necessarie per il recupero del credito stesso.

Le polizze globali

Altro aspetto del tutto peculiare che riguarda questo tipo di assicurazioni è che si tratta sempre di polizze globali.

Questo vuol dire che l’oggetto di copertura di questa polizza non è mai un singolo credito, ma è necessariamente la totalità dei crediti che compongono il portafoglio aziendale.

Pertanto accade che al fine di poter acquistare questo tipo di copertura, si deve essere disposti ad assicurare l’intero portafoglio di crediti aziendali. Sarà poi con il meccanismo dell’attivazione che l’azienda che ha stipulato il contratto andrà di volta in volta a decidere su quale credito debba effettivamente operare la garanzia.

Ovvio che avendo la polizza ad oggetto non un singolo credito ma l’intero portafogli crediti di un’azienda, provveda anch’essa a tutelarsi a sua volta.

Per questa ragione prima di procedere alla stipula del contratto rientra nel suo pieno diritto procedere ad un’analisi di questo portafoglio.

Fare l’analisi del portafoglio vuol dire procedere ad esaminare e monitorare ogni singolo credito in esso presente al fine di comprendere se questo è idoneo ad essere assunto o al contrario è troppo elevato e quindi non passibile di copertura escludendolo conseguentemente dalla polizza.

Quando interviene l’assicuratore

In relazione alle assicurazioni sui crediti bisogna dire che è sempre facoltà per l’assicuratore imporre un limite massimo di capitale assicurabile per ogni debitore, quindi in un certo senso limitare l’intervento entro limiti che lui ritiene congrui.

Ma vediamo adesso cosa succede quando si verifica un’insolvenza e come opera l’assicurazione.

Di base quando un cliente risulta essere insolvente, spetterà in primo luogo all’assicurato tentare per un certo numero di giorni di trattare con il cliente un piano di rientro per la riscossione del credito in via bonaria.

Se passati questi giorni queste trattative condotte direttamente dall’azienda falliscono, allora l’azienda stessa che è assicurata, presenta la sua denuncia alla compagnia di assicurazione.

A questo punto spetterà alla compagnia procedere direttamente alla riscossione del credito che anche in questo caso può avvenire in via bonaria oppure se il debitore non aderisce, in via giudiziale.

Assicurazione sui crediti e grandi aziende

In relazioni a questi tipi di rischi per le aziende di grandi dimensioni, le compagnie di assicurazione di solito usano parametri meno stringenti per definire i limiti assicurabili per ogni singolo credito, dato che di solito queste grandi realtà aziendali hanno al loro interno delle strutture idonee al recupero dei crediti.

Ecco perché generalmente per queste aziende si assicurano solo i cosiddetti rischi catastrofali, ossia quei crediti non pagati il cui ammontare è superiore ad un limite di franchigia annuo che di solito viene fissato su livelli molto alti.