Gli ultimi due anni, segnati dalla pandemia da Covid 19, hanno riportato fortemente in auge il tema della sanità ed, in particolare, delle assicurazioni sanitarie.

La sanità pubblica, che già arrivava da un lungo periodo tutt'altro che florido, ha subito l'ennesimo duro contraccolpo: tempi biblici per prenotare delle visite, interventi chirurgici procastinati, difficoltà di accedere ai pronto soccorso, sistemi e visite di prevenzione completamente accantonati, medici ed infermieri allo stremo, etc. Insomma, chi più ne ha, più ne metta.

Sulla salute, non si scherza e il tempo è una variabile spesso fondamentale. Se necessito di un esame urgente, non posso aspettare mesi prima di poterlo effettuare. Potrebbe essere troppo tardi, in tutti i sensi. Se ho bisogno di prenotare una visita medica, magari perché si sospetta qualche particolare tipologia, la mia salute può attendere mesi se non addirittura più di un anno? Quali rischi si corrono?

Le difficoltà del nostro Sistema sanitario

La risposta alla domanda di cui sopra, ovvero se esista una soluzione, è molto semplice. Ebbene sì, esiste e si chiama polizza sanitaria, malattia o salute. Non importa  la definizione, ma la sostanza.

Se l'età media della popolazione continua ad aumentare, significa che, sempre più persone, peseranno sulla sanità pubblica col rischio che, in un tempo più o meno breve, il sistema possa implodere. Ecco perché esiste un estremo bisogno di sanità privata, sotto forma di polizze assicurative. 

Se da una parte viviamo di più, significa infatti che, molto presumibilmente, nel corso dell'ultima parte della nostra vita (ovvero la vecchiaia) avremo bisogno di maggiori cure mediche, controlli e saremo comunque più a rischio non autosufficienza.

Contemporaneamente, occorrerebbe una presa di posizione (e soprattutto d'azione) della classe politica, attraverso una rivisitazione del SSN, a partire dal territorio, ovvero dai medici di base, passando per una migliore gestione delle risorse e l'assunzione di maggiore personale sanitario. Più facile a dirsi che a farsi, probabilmente. Ecco perché, la soluzione che ogni persona dovrebbe considerare, in primis, è quella di stipulare una propria polizza assicurativa.

Assicurazione sanitaria: di cosa si tratta

Sottoscrivere una polizza sanitaria (o malattia), significa acquistare un ombrello che ci possa riparare in caso di pioggia. Le precipitazioni possono essere sporadiche, medie o violente: in ogni caso, se siamo assicurati, abbiamo tutti i mezzi a disposizione per fronteggiare la situazione. Inoltre, è fortemente consigliabile se ci si reca all'estero, specie in quei Paesi dove la copertura, in tal senso, non è delle migliori oppure rappresenta un costo elevato.

Ci poniamo quindi, in una posizione privilegiata, ovvero quella di poter affrontare con maggior serenità qualunque tipologia di evento avverso inerente la nostra salute. Necessito di un intervento all'anca? Meglio attendere mesi con la speranza di poter ricevere una chiamata al più presto dal settore pubblico, o la possibilità di scegliere le tempistiche e la struttura ove effettuare l'intervento? Con un post decorso operatorio più tranquillo e controllato, magari.

L'assicurazione sanitaria copre proprio tutto?  Mettiamo subito in chiaro un concetto: le visite di controllo che vengono periodicamente effettuate, come ad esempio la visita oculistica, quella dermatologica, etc, nella quasi totalità dei casi non sono comprese nelle polizze sanitarie e quindi, le si pagano di tasca propria. 

Una visita medica, per essere rimborsabile, deve essere accompagnata da una prescrizione medica che la richieda al fine di verificare una possibile "sospetta patologia".

Le garanzie principali

Che cosa comprende esattamente la polizza sanitaria? Ovvero, quali sono, di norma, le principali garanzie che ricomprende e delle quali possiamo usufruire?

La garanzia principale è, solitamente, quella che prende in considerazione gli interventi chirurgici che possono avvenire in regime ospedaliero, di day hospital o day surgery. All'interno di questa specifica garanzia sono già anche ricompresi gli esami e le visite che precedono (nei 90 o 120 giorni precedenti) o seguono (nei 90 o 120 giorni successivi) l'intervento chirurgico stesso.

Possono poi essere previste, invece, con voce a parte, le visite mediche e gli accertamenti di laboratorio e/o di alta diagnostica non collegati ad interventi chirurgici. In questo caso, la garanzia opera nel caso in cui la visita sia richiesta dal medico curante per una sospetta patologia (ad esempio una visita dermatologica per un possibile nevo maligno).

A latere, si possono anche acquisire le garanzie che prevedono la corresponsione di una diaria, ovvero di un importo giornaliero legato al ricovero, alla convalescenza, etc. La diaria è particolarmente consigliata per coloro che svolgono la libera professione e che, in caso di intervento chirurgico, non sono in grado di svolgere la propria attività (e quindi di fatturare e guadagnare).

I massimali

Un particolare cui prestare doverosa attenzione è sicuramente quello relativo ai massimali assicurati in polizza. Non tutte le polizze, infatti sono uguali. Anzi. Ve ne sono di diversi tipi e per tutte le tasche. Ecco perché informarsi a dovere e prendere in considerazione tutti gli aspetti contrattuali non è solo consigliato, ma proprio d'obbligo.

Esistono le cosiddette formule "base" che prendono in considerazione un massimale limitato per quanto riguarda gli interventi chirurgici e le varie voci di spesa ad essi connessi. Da notare che, in alcuni casi, il massimale si intende complessivo indipendentemente dal numero di assicurati. Occhio quindi.

Facciamo un esempio: se il massimale è pari a 100.000 euro e si intende complessivamente, è ben diverso il fatto di avere un assicurato o tre in polizza. Nel primo caso il massimale è appannaggio del singolo assicurato mentre in caso di pluralità di teste, il massimale va ad esaurimento. Ciò significa che se uno degli assicurati subisce un intervento che comporta un costo di 100.000 euro, per lo stesso anno, non c'è più alcuna disponibilità in polizza, né per sé, né per le altre teste.

Lo stesso discorso vale anche per le garanzie cosiddette accessorie, ovvero legate a visite ed accertamenti extra intervento. Anche in tal caso, se la polizza è, collettiva, il massimale è da considerarsi come "ricaricabile" annualmente e quindi, fa capo a tutte le teste presenti nel contratto.

Quanto costa

Quanto può costare tutto ciò? Magari per l'intero nucleo familiare? Rispondere a questa domanda è tutto fuorché semplice, nel senso che sono diverse le variabili che entrano in gioco.

Innanzitutto occorre considerare l'età degli assicurati, il loro stato di salute e anche la zona di residenza. Poi, sarà la combinazione tra massimali e garanzie scelte a creare il puzzle finale. Così, su due piedi, è quindi piuttosto complicato fornire una risposta assennata.

Alcune compagnie prevedono la possibilità di sottoporsi ad una visita medica e ad una serie di accertamenti prima di sottoscrivere la polizza. Di norma, il costo di questo check-up rimane a carico dell'assicurazione. Così facendo, vi è una doppia garanzia, per l'assicurato e per la compagnia, ovvero si parte da dati reali e non da semplici dichiarazioni fornite (che potrebbero generare incomprensioni, omissioni o errori).

Altre compagnie invece, pongono gli eventuali accertamenti sanitari a carico del cliente. Quindi, è sempre opportuno valutare bene il servizio offerto e richiedere più preventivi, proprio al fine di avere sotto mano un ventaglio di opzioni tra le quali scegliere la migliore.

L'età come discriminante

In un mondo che tende a spingere verso l'assicurazione sanitaria privata, per le ragioni espresse in precedenza, c'è un paradosso enorme: proprio quando se ne avrebbe più bisogno, ovvero superati i 60/65 anni, le compagnie, spesso, voltano le spalle ai possibili assicurati.

In che modo? Limitando di fatto l'accesso allo strumento assicurativo al di sopra di una certa età (o tramite la richiesta di premi esorbitanti o attraverso l'esclusione dell'assicurato perché considerato troppo a rischio), imponendo un limite di età massimo al rinnovo automatico della polizza o disdettando la stessa al primo sinistro denunciato.

Vi sono poi i casi nei quali sono talmente tante le esclusioni di polizza che risulta essere privo di convenienza, la stipula della stessa.

Si tratta di un problema da affrontare, perché se da un lato le compagnie assicurative non sono sicuramente enti no profit e quindi perseguono la redditività, occorre trovare un modo per garantire alle persone la possibilità di beneficiare di una polizza sanitaria proprio nel momento in cui, statisticamente, ne possono avere più bisogno.

Assicurazione sanitaria: strutture convenzionate

Un aspetto da considerare, ai fini della valutazione operativa, ma anche in fase di stipula della polizza, è quello relativo alle strutture convenzionate e alla modalità di gestione/indennizzo dell'eventuale sinistro.

Di norma, tutte le principali strutture/cliniche sono ormai convenzionate e quindi permettono all'assicurato di beneficiare di standard qualitativi normalmente elevati. Discorso diverso è quello relativo alle modalità di gestione ed indennizzo del sinistro, ovvero, nel caso, del ricovero con intervento chirurgico.

Se tutti gli attori che entrano in gioco sono convenzionati (struttura ed equipe che effettua l'intervento), allora l'assicurato, dopo aver concordato con la centrale operativa il ricovero (previo invio di tutta la documentazione medica occorrente), non deve fare nulla. Ci penserà l'assicurazione a gestire il sinistro e a pagare l'intervento.

Se invece, ad esempio, la struttura è convenzionata, ma qualcuno dello staff medico che esegue l'operazione non lo è, sarà il cliente assicurato a dover effettuare il pagamento e poi, in seconda battuta, ne chiederà il rimborso all'assicurazione. Si tratta di due procedure differenti e per le quali occorre sempre informarsi bene presso la Società con la quale si stipula il contratto.