Un cartello tra i comparatori di prezzo e le imprese assicurative a danno dei consumatori: l’autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha avviato un'istruttoria nei confronti di 18 società, alcune delle tra le più note, Zurich Insurance Public Limited Company Italia e Facile.it Broker di Assicurazioni Spa.    

Il sospetto dell’autorità è che, dal 2012 a oggi, abbiano portato avanti «una intesa restrittiva della concorrenza tramite uno scambio di informazioni sensibili sulle condizioni di vendita diretta delle polizze per la responsabilità civile auto».

Secondo l’Agcm tale pratica sleale è proseguita anche durante il lockdown generalizzato dell’11 marzo 2020 che per 69 giorni ha bloccato la circolazione delle automobili. L’intesa avrebbe alterato di fatto la libera concorrenza all’interno del mercato assicurativo. 

La vicenda pone un punto interrogativo sull’affidabilità delle assicurazioni auto online e sullo scambio non autorizzato dei dati personali del consumatore. Con questo cartello, infatti, per anni, le società di comparatori di prezzo e le imprese assicurative avrebbero applicato premi più elevati per le polizze Rca. 

Assicurazioni auto, così le compagnie hanno applicato premi più salati 

Per evitare di concedere sconti troppo generosi sui premi delle polizze Rca, dal 2012 a oggi, ben 18 società di comparatori di prezzo e imprese assicurative avrebbero stretto un cartello, scambiandosi informazioni sensibili che non riguardano solo i dati dei consumatori, ma anche quelli sui preventivi e le società concorrenti.  

L’autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha reso noti i nomi delle società e delle imprese finite sotto inchiesta

Società 6Sicuro Spa, CercAssicurazioni.it Srl (Segugio.it), Daina Finance Ltd Italia (ComparaMeglio.it), Facile.it Broker di Assicurazioni Spa, Allianza Direct Spa, Admiral Intermediary Services SA, B2C Innovation Spa, Bene Assicurazioni Spa, Compagnia Assicuratrice Linear Spa, Compagnia Italiana di Previdenza, Assicurazioni e Riassicurazioni Spa, FIT Srl Società Benefiti Genertel Spa, HDI Assicurazioni Spa, Prima Assicurazioni Spa, Quixa Assicurazioni Spa, Verti Assicurazioni Spa e Zurich Insurance Public Limited Company Italia. 

Il cartello avrebbe funzionato anche durante il primo lockdown durante il quale è stato bloccato il traffico automobilistico. L’Istruttoria è partita a seguito di una segnalazione ricevuta dall’Agcm il 5 marzo scorso. Lo scambio di informazioni sensibili sarebbe avvenuto in questi anni in modo regolare e costante. Le società di comparazione di prezzo avrebbero realizzato dei report dettagliati sulle condizioni economiche di vendita delle polizze Rca favorendo così le imprese assicurative del cartello.   

Nella vendita diretta delle polizze Rca le società di comparazione di prezzo hanno un ruolo primario perché i consumatori italiani hanno imparato prima a confrontare i prezzi dei vari prodotti assicurativi offerti dalle imprese, per ottenere un preventivo online, e solo in un secondo momento a scegliere la polizza Rca.  

Assicurazioni auto, 1 automobilista su 4 avrebbe voluto il rimborso

Durante il lockdown generalizzato, il blocco del traffico automobilistico ha contribuito a ridurre drasticamente la circolazione delle autovetture e gli incidenti stradali. Per questa ragione, un italiano su quattro avrebbe auspicato il rimborso della polizza Rca nel 2021. 

A misurare l’umore degli automobilisti è stata la società Nielsen che ha realizzato uno studio commissionato da Prima Assicurazioni, una tra le 18 società finita nel mirino dell’Agcm. Intervistando un campione di assicurati, Nielsen ha scoperto che il 23,6% si sarebbe aspettato un rimborso della polizza Rca nel 2021, visto il risparmio ottenuto dalla imprese assicurative nel 2020 a seguito del calo degli incidenti stradali. Solo il 7,7% ha affermato di riporre fiducia nelle compagnie che nonostante la pandemia sarebbero venute incontro ai propri clienti. 

Oltre alla diminuzione del numero di polizze stipulate, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha osservato una ulteriore riduzione dei prezzi del premio Rca, iniziata però già nel 2014. Nei primi tre mesi del 2020, ha calcolato l’Istituto, la contrazione del valore dei premi è stata pari al 3,4% su base annua. Ciò significa che i consumatori hanno pagato 14 euro in meno per l’assicurazione auto. 

Nel quarto trimestre del 2020 i prezzi hanno continuato la loro discesa con una riduzione del 6,1% su base annua. In media, i consumatori hanno pagato circa 350 euro per un polizza Rca. Il 90% degli assicurati ha versato circa 590 euro, mentre il 10% ha pagato meno di 206 euro. 

Assicurazioni auto, i comparatori di prezzo “sotto sorveglianza” dal 2013

Nel 2014 l’Ivass ha censito i primi siti dove il consumatore può confrontare il prezzo delle polizze Rca e chiedere un preventivo prima di stipulare un contratto assicurativo. L'Ivass ha condotto il monitoraggio, prestando particolare attenzione ai siti irregolari. 

È il 1° novembre 2014. Il fenomeno dei siti online nel mercato assicurativo è quasi una novità in Italia. Nell'“Indagine sui siti comparativi nel mercato assicurativo italiano” si legge: 

“Tra i consumer trends emergenti in Italia nel settore assicurativo, ha assunto una crescente diffusione il ricorso, da parte dei consumatori, ai cd siti “comparativi” per l’orientamento e l’acquisto di prodotti assicurativi, in particolare proprio nel settore Rca. Il fenomeno è stato oggetto di approfondimento da parte dell’Ivass che ha svolto dal 2013 una indagine con l’obiettivo di assicurare la tutela dei consumatori”. 

Nel 2014 l’indagine ha interessato sei siti comparativi – Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it, Sugugio.it, 6Sicuro.it e Supermoney – che, oltre a occuparsi del ramo assicurativo Rca, spesso, permettono ai consumatori di confrontare anche i prezzi dei mutui, delle tariffe energetiche e della telefonia. 

Già allora, l’Ivass aveva messo in guardia su alcuni aspetti: 

  • Le situazioni di conflitto d’interesse;
  • L'ambito e i criteri adottati per la comparazione;
  • La trasparenza delle informazioni fornite rispetto sia ai siti sia ai prodotti;

Nel primo caso, nove anni fa, era emerso che i siti di comparazione di prezzo stipulano delle partnership con alcune imprese così da potere avere a disposizione i prezzi dei prodotti o dei servizi da loro offerti. Per il consumatore il conflitto d’interesse non è facilmente intuibile.

Rispetto invece ai criteri adottati per la comparazione, i siti si limitavano a mettere a confronto soltanto i prezzi. L’Ivass ha chiesto a queste società di adottare delle “buone pratiche” per tutelare gli interessi del consumatore. Ora, è arrivata l’indagine dell’Agcm che sta accertando pratiche anticoncorrenziali risalenti addirittura al 2012.  

Assicurazioni auto, contro il cartello il preventivatore pubblico Ivass

Come ente di vigilanza sulle assicurazioni, l’Ivass ha realizzato, assieme al ministero dello Sviluppo Economico, il preventivatore pubblico. Una piattaforma libera, di facile accesso e utilizzo per i consumatori interessati a confrontare i prezzi delle polizze Rca e ad avere un preventivo prima di stipulare l'assicurazione. 

Funziona come i siti di comparazione di prezzo, ma con l’unica differenza che il consumatore è tutelato perché il preventivatore pubblico non svolge alcun ruolo d’intermediazione tra i consumatori e le imprese assicurative. È una piattaforma che aiuta a scegliere tra tutte le offerte di polizze Rca a livello nazionale. 

L’applicazione web è stata creata con le risorse destinate al fondo a vantaggio dei consumatori. Il comparatore pubblico dell’Ivass e del Mise è solo un tassello della riforma del settore delle assicurazioni auto. Lo scorso anno infatti il precedente governo ha introdotto il contratto base, pensato per tutelare e aiutare gli automobilisti che spesso hanno difficoltà nel confrontare il prezzo delle polizze e trovare quella più vicina alle loro esigenze economiche. 

Mentre l’impresa assicurativa è tenuta a pubblicare sul proprio sito internet il contratto base per la polizza auto, il preventivatore pubblico mette assieme tutte le offerte base delle compagnie permettendo così al consumatore di incrociarle con le informazioni personali – età, residenza, tipo di veicolo – in modo da ottenere con maggiore facilità e trasparenza il preventivo. 

Il contratto base, entrato in vigore a gennaio 2021, è servito a mettere ordine tra le voci cosiddette facoltative che influiscono sul costo finale della polizza auto, clausole aggiuntive che offrono coperture o garanzie ulteriori, e rispetto alle quali non è sempre facile orientarsi. L'Ivass ha individuato solo dieci condizioni aggiuntive che l’impresa assicurativa può inserire nel contratto base.